Mondo

Quale sarà lo stil novo del Pd con Enrico Letta

di

forza italia

Parole e toni che si attendono dal neo segretario Pd, Enrico Letta

Tra le tanti lodi piovute su Enrico Letta, che oggi si appresta ad essere eletto segretario nazionale del Pd, una delle meno rituali e scontate è quella del senatore, fondatore di “Idea”, Gaetano Quagliariello. Ovvero, un avversario politico di centrodestra, che fu Ministro delle Riforme di Letta premier alla guida dell’esecutivo di larghe intese.

In sostanza, il professor Quagliariello, in un’intervista a Il Mattino, riconosce al suo “amico Enrico” di avere la dote di “giudicare gli altri senza pregiudizi”. Arte questa che nella dialettica politica italiana non sembra sia stata esercitata finora benissimo da parte di un centrosinistra attestato da sempre su una presunta “superiorità morale” nei confronti del centrodestra.

Se questa caratteristica, di non poco conto, di rapportarsi agli altri “senza pregiudizio”, che Quagliariello coglie in Letta, contribuirà a cambiare un bipolarismo all’italiana fondato invece sulla delegittimazione di una parte nei confronti dell’altra, certamente la nuova segreteria del Pd potrebbe essere un fattore di innovazione nella stessa dialettica politica.

Tanto più che il cambio al Nazareno avviene proprio mentre è alla guida del Paese un altro governo di unità nazionale, anche se il governo Draghi stavolta vede l’importante e non scontata presenza della Lega di Salvini oltre che quella di Forza Italia.

Letta chiamerà anche lui, come il predecessore Nicola Zingaretti, “le destre”, con tono un po’ demonizzante, i due decisivi alleati di governo? Oppure la sua segreteria potrebbe dare un contributo, chiusa l’esperienza dell’esecutivo Draghi, a un bipolarismo da paese normale in cui ci sia davvero legittimazione reciproca? Nel senso che se vince l’avversario politico, nessuno si impancherà più per paventare sfracelli?

Finora il centrosinistra sembra invece aver usato la presunta “superiorità morale” per giustificare un certo “governismo”, cioè la volontà sempre e comunque di stare alla plancia di comando, di cui ha accusato i dem persino un fondatore dell’Ulivo prodiano come Arturo Parisi.

Il problema dei contenuti di linea politica sembra finora un po’ assente nelle tante paginate dedicate dai giornali alla nuova segreteria del Pd. Ma certamente prima che i contenuti c’è un problema di metodo e cioè l’approccio che Enrico Letta saprà avere con gli avversari che però ora sono al tempo stesso anche alleati di governo.

Passa anche da qui la differenza che il neosegretario saprà stabilire rispetto a Giuseppe Conte che dalla guida dei Cinque Stelle potrebbe insidiare il Pd.

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