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Ecco come la stampa tedesca non enfatizza le stime al ribasso del Pil in Germania

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Pierluigi Mennitti racconta come i giornali in Germania hanno dato conto della revisione al ribasso delle stime di crescita da parte del governo

 

La stampa tedesca attutisce il colpo, all’indomani della revisione al ribasso delle stime di crescita per il 2019 da parte del governo. Quel magro +1% annunciato in settimana dal ministro dell’Economia Peter Altmeier, in luogo della stima autunnale che aveva preconizzato un +1,8%, non ha inondato le prime pagine dei quotidiani né avviato grandi dibattiti.

LE MIRE DELLA CDU

L’Handelsblatt, il principale quotidiano finanziario, ne ha parlato solo a pagina 9, puntando per di più l’intero l’articolo sulla volontà del ministro e del suo partito, la Cdu, di allentare la pressione fiscale sulle imprese fino al 25%.

IL TRAFILETTO

Anche la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha emarginato l’argomento in un breve trafiletto nella parte bassa della prima pagina, relegando il servizio all’interno del dorso economico a pagina 19: anch’esso tutto focalizzato sulla proposta di ridurre le tasse per spingere l’economia.

IL BATTIBECCO

La popolare Bild non ha neppure citato il ripiegamento delle stime, puntando tutto sul battibecco fiscale fra Altmeier e Olaf Scholz, il ministro socialdemocratico delle Finanze che vorrebbe invece alzare l’aliquota dell’imposta marginale di tre punti, al 45%. E la Welt ha sorpreso tutti piazzando nel taglio centrale solo la parte dolce del rapporto di Altmeier: quella del “miracolo tedesco del lavoro”.

IL RIBASSO ATTESO

Certo, il ribasso delle stime di crescita per il 2019 non è giunto inatteso: le precisioni del ministro dell’Economia si basano sulla relazione annuale del Consiglio tedesco degli esperti economici per la valutazione dello sviluppo macroeconomico, di cui erano già trapelate le indiscrezioni sostanziali. E un po’ tutti gli istituti di ricerca tedeschi avevano reso noto proiezioni in discesa, preparando in qualche modo opinione pubblica e mercati alla frenata.

LE PROSPETTIVE

E tuttavia resta l’impressione di un più o meno consapevole cordone sanitario steso attorno a un’economia che, se è vero che lo scorso anno ha evitato per un soffio la recessione tecnica e continua a crescere per il decimo anno consecutivo, nel 2019 farà probabilmente segnare il dato più basso dal 2013, accentuando la discesa che l’aveva portata dal +2,2% del 2017 al +1,5% del 2018.

(1.continua; la seconda parte sarà pubblicata domani)

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