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Perché Trump ha catturato Maduro? Report Ispi

Ragioni e problemi dell'intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela contro Maduro. Che cosa emerge da un focus dell'Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale)

Perché l’America è intervenuta militarmente in Venezuela? Perché Trump ha catturato Maduro? Quali sono le accuse degli Stati Uniti contro il presidente venezuelano? E il diritto internazionale è stato rispettato?

Sono alcune domande che si è posto l’Ispi (l’Istituto per gli studi di politica internazionale) in un dossier sull’operazione degli Usa che ha condotto alla cattura del presidente del Venezuela,

Ecco che cosa emerge al focus dell’Ispi presieduto da Franco Bruni (nella foto).

I MOTIVI DELL’INTERVENTO DI TRUMP IN VENEZUELA CONTRO MADURO

Perché l’America ha attaccato il Paese sudamericano^ “Le ragioni dell’intervento americano in Venezuela vanno lette su più livelli – si legge nel dossier Ispi – Sul piano politico, il governo di Caracas rappresentava da tempo un obiettivo dichiarato dell’amministrazione Trump, che ha sempre inquadrato il chavismo come un avversario strategico e ideologico. Sul piano geopolitico, il Venezuela è diventato un nodo della competizione globale: ridurne l’autonomia significa limitare l’influenza di Cina e Russia in America Latina e riaffermare il ruolo degli Stati Uniti nella regione. A questo si aggiunge la dimensione economica”.

IL DOSSIER PETROLIO

Come sottolineato negli scorsi mesi da Startmag, un aspetto rilevante della diatriba che intercorreva fra Usa e Venezuela è il dossier petrolio: “Le riserve petrolifere venezuelane – le più grandi al mondo – costituiscono un fattore centrale, sia in termini di sicurezza energetica sia di equilibri di mercato – rileva il focus Ispi – Non a caso, in un’intervista a Fox News, Trump ha confermato che gli Stati Uniti saranno “fortemente coinvolti” nell’industria petrolifera venezuelana: “Non possiamo correre il rischio di lasciare che qualcun altro lo gestisca e prenda il controllo di ciò che ha lasciato”, ha detto Trump, che non ha chiarito se in futuro gli Stati Uniti sosterranno la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado, che ha ricevuto il premio Nobel per la pace lo scorso anno e lo ha dedicato a Trump”.

ATTACCO USA IN VENEZUELA E DIRITTO INTERNAZIONALE

“L’operazione contro il Venezuela apre una frattura senza precedenti nell’ordine internazionale – rimarcano gli analisti dell’Ispi – I raid Usa hanno portato a uno cambio di regime manu militari come non se ne vedevano da decenni nell’emisfero occidentale. Si tratta del primo intervento diretto di Washington per deporre un leader latinoamericano dall’invasione di Panama del 1989, e avviene senza un mandato internazionale né una dichiarazione di guerra”.

LE REAZIONI DI CINA E RUSSIA

Il focus Ispi passa in rassegna le reazioni degli altri Paesi: “Le reazioni critiche di Cina e Russia erano prevedibili, così come le prese di distanza di alcuni Paesi latinoamericani, primi fra tutti Colombia e Brasile. Alla luce di una giornata convulsa per le sorti del Venezuela e dell’intero continente americano dall’Ue emerge una linea all’insegna della cautela, che segnala le difficoltà dell’Unione Europea nel difendere il principio di legalità internazionale quando entra in collisione con la volontà di Washington. La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è limitata ad affermare di stare seguendo da vicino la situazione, aggiungendo che “Qualsiasi soluzione deve rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite”, mentre Kaja Kallas, capo della diplomazia europea, ha scritto in un post social: “L’UE ha ripetutamente affermato che Maduro è privo di legittimità e ha difeso una transizione pacifica. In ogni circostanza, i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite devono essere rispettati. Chiediamo moderazione””.

 

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