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Centrodestra

Perché le vere sfide per i partiti del governo Meloni saranno le elezioni in Lombardia e Lazio

Fibrillazioni e prospettive dei partiti che compongono il governo Meloni. Il caso delle regionali in Lombardia e Lazio. La nota di Paola Sacchi

 

Giorgia Meloni stringe i bulloni della maggioranza dopo le polemiche delle opposizioni sul decreto benzina e anche alcuni distinguo interni alla coalizione di governo. Il premier cita Garibaldi (“O si fa l’Italia o si muore”) in un video-collegamento con un’iniziativa di FdI in Lombardia a sostegno della ri-candidatura del governatore leghista Attilio Fontana, appuntamento elettorale per cui auspica che FdI risulti “centrale”.

Ma soprattutto Meloni rilancia lo spirito dell’esecutivo, che ha “ottenuto un forte sostegno popolare” e che deve avere “il coraggio di fare le scelte giuste, senza avere paura, anche se possono sembrare in quel momento impopolari” in “una visione di lungo periodo”, per restituire “un Paese migliore rispetto a quello che ci è stato consegnato”. Un Paese dove ribadisce la necessità del presidenzialismo.

Alludendo alla scelta presa nella Finanziaria di togliere lo sconto alle accise sulla benzina, pur prevedendo che a fronte di maggiori entrate se il costo salirà potrebbero tornare a scendere (cosa peraltro già prevista nel tanto contestato programma elettorale), Meloni richiama al realismo delle scelte in “tempi difficili”. Ma, nell’ambito di una visione che “mette al centro la crescita”, le imprese, che fanno ricchezza e in cui lo Stato, che “non deve essere visto come un nemico”, “non deve ostacolare chi vuole fare”.

A dispetto di una rappresentazione mediatica e delle opposizioni, peraltro divise tra loro, secondo la quale i rapporti con gli alleati sarebbero ai ferri corti, il caso benzina sembra già essersi ridimensionato. E dal vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, vengono parole di sostegno a Meloni. “Con Giorgia mi trovo benissimo, lavoro benissimo. Governeremo 5 anni e altri 5 anni ancora”, dice Salvini di fronte alla platea dei giovani della Lega riuniti all’Autonomo di Monza per le elezioni lombarde.

Salvini attacca, al tempo stesso, duramente la misura Ue sull’efficientamento energetico delle abitazioni che metterebbe “a rischio” il nostro patrimonio immobiliare, una misura che sarebbe “devastante” per la grande presenza di borghi storici, e lo stop alle auto a diesel.

Misure sulle quali c’è già la dura opposizione di FdI che con il capogruppo alla Camera, Tommaso Foti, ha definito il provvedimento “una patrimoniale mascherata”. Anche l’azzurro Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, lo definisce “una foĺlia, un attacco al nostro patrimonio immobiliare”. Ma per tornare alla tenuta della maggioranza a togliere benzina all’attacco delle opposizioni anche il capogruppo dei senatori di FI, Licia Ronzulli, che assicura: “Forza Italia è leale, senza tradire le proprie origini. Gli italiani ci chiedono di governare non di litigare”.

Realismo, ennesima conferma che il governo Meloni è l’unico esecutivo possibile della coalizione di centrodestra. Anche se la coalizione misurerà oggettivamente i propri equilibri interni nelle prossime scadenze elettorali in Lombardia e nel Lazio, pure in caso di vittoria. Ed è naturale che il legittimo desiderio di FdI di veder affermata la propria “centralità” in Lombardia, dove già il partito di Meloni aveva doppiato gli alleati alle Politiche, si inserisca in una oggettiva competition con la Lega, che esprime il governatore ricandidato, e FI che ha ricordato Silvio Berlusconi: “È la mia Regione, quella dove ho fondato il mio partito”.

Se vittoria del centrodestra sarà, come i sondaggi fotografano, bisognerà vedere come sarà distribuita. Paradossalmente vincere troppo a scapito degli alleati potrebbe non esser conveniente neppure per lo stesso premier. Ai fini della stabilità di un esecutivo forte del mandato popolare delle urne e anche della situazione di sfilacciamento delle opposizioni con al centro il grave stato di crisi in cui è avvitato il Pd.

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