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Perché le grane per Salvini hanno raggiunto lo zenit con il no della Lega a Ursula von der Leyen

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Bruxelles

Per Salvini l’errore fatale è stato però quello di mettersi di traverso alla presidenza di Ursula von der Leyen alla Commissione Ue. Sostenuta, sì, da partiti mainstream come i popolari e i socialisti, Von der Leyen è in realtà parte di un disegno euro-americano. Ecco tutti i dettagli nell’analisi di Francesco Galietti

 

Intervistato da ItaliaOggi, Arturo Parisi non ha usato giri di parole per indicare quella che secondo lui è stata la principale ragione del sodalizio Pd-M5s. Per Parisi, «la necessità di proteggere l’ordine euro-atlantico è senza dubbio la vera causa oggettiva che ha spinto e costretto a un accordo contro l’attentatore di turno».

A Salvini e alla Lega, insomma, viene rinfacciato di essere un vero pericolo per il rapporto con gli Usa. Parisi, sardo e atlantista, conosce la materia di cui parla. I suoi toni sono durissimi. Non li usò nemmeno con Silvio Berlusconi, che a più riprese provò a conciliare la sua vicinanza a Washington e l’amicizia con Putin. L’esperimento come noto fallì, specie dopo la fine della presidenza Bush a Washington.

Il discorso con la Lega è diverso. È infatti indubbio che, così come ha mostrato di non padroneggiare i giochi di palazzo, la Lega salvinista non sia a suo agio nella sintassi delle relazioni internazionali. Come un adolescente cresciuto troppo in fretta, grande e grosso ma ancora infantile, Salvini ha pensato di poter stringere la mano a Mike Pompeo alla Casa Bianca salvo poi, trascorse due settimane, accogliere trionfalmente Vladimir Putin a Roma.

Inoltre i tweet di Salvini contro la cifra autoritaria della Cina, così come il tradizionale atlantismo di figure come Giancarlo Giorgetti, Guglielmo Picchi e Giulio Centemero, nulla tolgono all’occhiolino strizzato a Pechino da parte della stessa Lega.

Ad avviso di chi scrive, per Salvini l’errore fatale è stato però quello di mettersi di traverso alla presidenza di Ursula von der Leyen alla Commissione Ue. Sostenuta, sì, da partiti mainstream come i popolari e i socialisti, Von der Leyen è in realtà molto di più.

Vera bête noire di Angela Merkel, che in passato a più riprese tentò di silurarla, Von der Leyen è stata «validata» dalla parte dello Stato Profondo tedesco più legato a Washington, barbe finte e militari. Inoltre ha la non trascurabile caratteristica di essere evangelica, la religione dell’Impero Usa, e di essere sostenuta dal (russofobo) blocco di Visegrad. Insomma: Von der Leyen è una Atena europea uscita dal cranio dello Zeus americano.

Votando contro Von der Leyen, Salvini ha ostacolato un vasto disegno euro-americano.

(articolo pubblicato su Italia Oggi)

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