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Perché è mortifero lo storytelling di stampa e tv sul Virus

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Fatti, numeri e nefasti allarmismi su Covid e dintorni. Il Cameo di Riccardo Ruggeri

Alcune volte alla settimana scrivo un Cameo: viene pubblicato da Zafferano.news, da alcuni quotidiani cartacei e digitali e da altre pubblicazioni sul territorio. All’inizio sono stato aiutato in questa mia professione senile da due pezzi da novanta del giornalismo italiano, Pierluigi Magnaschi e Stefano Lorenzetto. A differenza degli altri Camei dove il destinatario è la politica qua il destinatario siamo noi, editori, giornalisti, mondo dei media.

Ebbene non mi capacito di come viene raccontata la storytelling del “Virus” dalla cosiddetta stampa mainstream e dalle tv. Un piccolo esempio preso nel mucchio, sapendo che riceverò insulti dai media radical chic di stretta osservanza. Per fortuna, sono chiuso nel mio eremo da ormai 3 settimane in lockdown volontario preventivo. Rappresento il sogno dei virologi di regime e dei politici pigri. Avrò un cavalierato?

Al di là degli scherzi, in questi mesi mi sono chiesto: perché questo attacco continuo alla Lombardia? Perché, prima di dare statistiche non si forniscono i dati di inquadramento? Ricordare che la Lombardia ha 10 milioni di abitanti, mentre Lazio e Campania ne hanno la metà? E’ comprensibile la frustrazione della sinistra che da un quarto di secolo deve sottostare al volere dei lombardi a essere governati dalla destra, ma per noi della stampa dovrebbe essere un fatto giornalisticamente irrilevante. Invece viene ripetuto all’infinito che è la regione più colpita da Covid-19. Al contempo si assestano colpi bassi alla sua tanto decantata sanità, fingendo di non sapere che quelli del centro-sud, che se lo possono permettere, vanno da sempre (persino primari ospedalieri) in Lombardia a farsi curare.

Scrive Robi Ronza sul Corriere del Ticino “… causa la sua dimensione, in valore assoluto sarebbe difficile dire il contrario. La Lombardia è certamente la regione più colpita dalla Covid-19 ma è anche la più colpita dal raffreddore, dall’influenza, dal mal di testa.” E ancora “In Italia (60 milioni di abitanti, sette volte più della Svizzera) ogni giorno muoiono 1.900 persone. Di queste 600 per arresto cardiaco e malattie cardiache. Che succederebbe se ininterrottamente per 10 mesi tutti i giornali mainstream e le tv dall’alba al tramonto informassero per ore e ore sulle morti cardiache?” Impeccabile il collega svizzero. Avremo mica offerto le nostre penne (per definizione indipendenti) alla politica politicante di alcuni contro altri?

Il Worldometers.info ha aggiornato a ieri l’unico dato incontrovertibile su COVID-19 “morti per milione di abitanti” che spazza via le bufale di questi mesi. “Siamo i migliori al mondo” dicevano quelli al governo mentre i migliori di noi sapevano che sotto il Lebole ministeriale non c’era nulla. Purtroppo, i numeri non mentono, siamo undicesimi dei peggiori su 218 Paesi. Primo il Perù (1036), quindi il Belgio (962), poi Spagna (758), Brasile (744), Bolivia (742), Cile (732), Equador (711), Usa (703), Mexico (698), UK (672), Italia (627), e la reproba (lockdown esente) socialdemocratica Svezia (586). Seguono altri 206 Paesi. A bocce ferme occorrerà, mettere in parallelo a questi, i dati economici causati dal “Virus”: perdita PIL, indebitamento, etc. E allora ne vedremo delle belle.

Sia chiaro, nessuna polemica, sui morti non si scherza e sull’impegno assoluto dei nostri sanitari di corsia neppure. Ho trovato solo professionalmente imbarazzante non contestare i comportamenti della stampa mainstream e delle tv che da 10 mesi spacciano, non fake news (ci mancherebbe) ma troppe fake truth. Campare giornalisticamente, per scopi ideologici, di fake truth è molto pericoloso. Quella del vaccino a Natale è una fake truth in purezza. Un governo serio dichiara la data entro la quale sarà completata la vaccinazione di massa. Stiamo parlando di vaccino non di banchi con le rotelle

Zafferano.news

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