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Perché auspico un governo di unità nazionale presieduto da Draghi. Parla suor Anna Monia Alfieri

Mario Draghi

Conversazione di Start Magazine con suor Anna Monia Alfieri sul governo Draghi: attese e proposte

 

“Guardo con fiducia alla composizione di un governo di unità nazionale che certamente può avere le premesse e il coraggio per introdurre riforme di sistema. Dobbiamo superare la logica dei sussidi, come Mario Draghi aveva affermato lo scorso agosto”.

E’ l’auspicio di suor Anna Monia Alfieri, laureata in Giurisprudenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2001. Ha conseguito il Magistero di Teologia, indirizzo pedagogico-didattico presso l’Issr di Milano e la laurea in Economia nell’Università Cattolica del Sacro Cuore nel 2007.

Suor Anna Monia Alfieri è una delle voci più accreditate sui problemi dell’organizzazione dei sistemi formativi, collabora con la Divisione Enti non Profit di Altis (Alta Scuola Impresa e Società) dell’Università del Sacro Cuore di Milano, per l’organizzazione dei corsi di Alta Formazione (in management e alta dirigenza scolastica) per gli Istituti Religiosi e per la docenza negli stessi. Dal 2016 fa parte della Consulta di Pastorale scolastica e del Consiglio Nazionale Scuola della Cei.

Suor Anna, quale ruolo deve avere lo Stato nella formazione scolastica? E che cosa si attende dal governo Draghi?

Anche in questo caso la risposta è semplice: lo Stato deve recuperare il valore del proprio ruolo di garante del buon funzionamento delle scuole statali e paritarie e non più di gestore unico con conseguente elargizione di mancette e posti di lavoro, proprio come la sportula degli antichi Romani. Il ruolo dello Stato è sussidiario a quello che i cittadini normalmente compiono con la propria azione libera che produce reddito (non solo economico e patrimoniale) per sé e per gli altri, rinsaldando una sussidiarietà che da orizzontale diviene circolare. Dobbiamo superare la logica della sussidiarietà al contrario che vede da anni 1) la famiglia pagare due volte la scuola, erogando più di 6Mld di euro allo Stato, 2) i dirigenti della scuola statale, privi di autonomia organizzativa, condurre in modo eroico una scuola schiava della burocrazia. Dobbiamo superare la logica dei sussidi, come Mario Draghi aveva affermato lo scorso agosto.

Quindi è fiduciosa su un approdo positivo della crisi politica?

Sono sempre stata certa che dalla crisi ne saremmo usciti grazie alle vie della democrazia e cioè il Parlamento. Anche perché è talmente complicata la situazione che occorre l’aiuto di tutti i migliori. Detto ciò, da una crisi come questa se ne esce solo superando gli steccati partitici: ecco perché mi sono sentita pienamente rappresentata dal Presidente Mattarella nel suo discorso. Ne condivido anche le virgole!

Quali dovrebbero essere le priorità del nuovo governo?

Fra le priorità ci dovrebbe essere certamente quella che il dott. Draghi ha evidenziato, lo scorso agosto, intervenendo al Meeting di Rimini. Occorre ripartire dalla scuola e investire nei giovani, creando le premesse per una Italia che ritorna ad essere protagonista in Europa e nel mondo.

Che cosa l’ha colpita delle parole di Draghi al Meeting di Rimini?

Voglio che siano riportate per intero le parole che il prof. Draghi disse in quella occasione: esse hanno un significato profondo e di alto valore civile. I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire. Ai giovani bisogna però dare di più: i sussidi finiranno e, se non si è fatto niente, resterà la mancanza di una qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuri. La società nel suo complesso non può accettare un mondo senza speranza; ma deve, raccolte tutte le proprie energie, e ritrovato un comune sentire, cercare la strada della ricostruzione”. Ancora: “Ma c’è anche una ragione morale che deve spingerci a questa scelta e a farlo bene: il debito creato con la pandemia è senza precedenti e dovrà essere ripagato principalmente da coloro che sono oggi i giovani. È nostro dovere far sì che abbiano tutti gli strumenti per farlo pur vivendo in società migliori delle nostre. Per anni una forma di egoismo collettivo ha indotto i governi a distrarre capacità umane e altre risorse in favore di obiettivi con più certo e immediato ritorno politico: ciò non è più accettabile oggi. Privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza”.

Quindi forza Draghi?

Credo che non occorra aggiungere altro: auguro al prof. Draghi di trovare la collaborazione responsabile di tutte le forze politiche per poter realizzare concretamente quei principi così chiaramente affermati e che danno nuova linfa vitale al nostro Paese. Auguri, Prof. Draghi!

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