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Perché alleandosi con il Pd il Movimento 5 stelle farà harakiri. Il corsivo di Giubilei

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Di Maio

La scelta di formare un governo con il Partito Democratico rappresenta però il colpo di grazia per il Movimento Cinque Stelle che ha perso non solo la propria credibilità ma anche la ragion stessa di esistere sancendo la morte dell’unico vero e proprio movimento populista in Italia. Il post di Francesco Giubilei

 

L’alleanza tra il Movimento Cinque stelle e il Partito Democratico sancisce la morte del populismo in Italia; i grillini, l’unico movimento a tutti gli effetti populista del nostro paese, governando prima con la Lega e dopo un anno con il Pd, hanno dimostrato la totale inconsistenza del progetto populista in sala italica.

Sebbene altre forze politiche (tra cui la Lega) abbiano alcune posizioni ascrivibili al mondo populista, il M5S rappresentava l’esperienza politica di maggior successo in quest’area.

Nonostante ancora oggi di Di Maio affermi che “destra e sinistra sono superate”, il carattere dirompente, antisistema e rivoluzionario del Movimento cinque stelle è del tutto svanito e non per un fisiologico calo tipico di ogni progetto populista, ma per scelte politiche che hanno del tutto stravolto e contraddetto l’idea all’origine della proposta grillina.

Ciò ha fatto sì che in una vasta fetta di elettorato grillino subentrasse non tanto la disillusione e l’impossibilità di cambiare un sistema di potere decennale con logiche difficili da scardinare, quanto un sentimento di disgusto misto a delusione per un vero e proprio tradimento della proposta originale. D’altro canto la storia insegna: ogni movimento rivoluzionario una volta giunto al potere deve accettare determinate logiche se vuole mantenere il governo ma, un conto sono compromessi fisiologici, un altro è sconfessare apertamente tutte le proprie idee come fatto da Di Maio e Fico.

Il problema sorge quando dietro al carattere post-ideologico della proposta politica si nasconde un’incoerenza di fondo, il passaggio tra mancanza di ideologia e assenza di etica e valori è molto labile e i grillini lo hanno superato da tempo. Già lo scorso anno l’alleanza con la Lega aveva procurato molti malumori in seno all’elettorato del movimento che, proprio per la proposta “oltre la destra e la sinistra”, aveva intercettato una vasta fetta di elettori che in passato avevano rivolto le proprie attenzioni al Pd o alla sinistra più radicale.

Il contratto con la Lega aveva siglato la fine di ogni possibile voto da parte di questi cittadini a cui si è aggiunto durante l’anno di governo lo svuotamento dell’elettorato più conservatore che si è indirizzato verso il partito di Salvini. Arriviamo così alle percentuali delle europee dimezzate rispetto a un anno prima anche a causa di una fetta di elettori disillusi dai continui volta faccia e sconfessioni della classe dirigente grillina.

La scelta di formare un governo con il Partito Democratico rappresenta però il colpo di grazia per il Movimento Cinque Stelle che ha perso non solo la propria credibilità ma anche la ragion stessa di esistere sancendo la morte dell’unico vero e proprio movimento populista in Italia.

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