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Perché Airbus e Leonardo-Finmeccanica temono un’hard Brexit

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L’articolo di Angela Zoppo, giornalista di Mf/Milano finanza, sull’analisi di Moody’s sui contraccolpi per aerospazio e difesa se Regno Unito e Ue non troveranno un accordo sulla Brexit

Airbus, Leonardo e Rolls-Royce sono tra i grandi gruppi dell’aerospazio e difesa maggiormente esposti nel caso, sempre meno improbabile, di una hard Brexit. Lo afferma Moody’s in un report appena diffuso sulle conseguenze di un mancato accordo tra Uk e Ue.

CHE COSA RISCHIA LEONARDO-FINMECCANICA E NON SOLO CON LA BREXIT

La premessa degli analisti è che «provare a minimizzare i rischi è nel comune interesse di Regno Unito ed Europa», perché anche le industrie britanniche, come Rolls Royce, pagherebbero caro il conto di una hard Brexit. Il rischio maggiore è quello che si interrompano i programmi di cooperazione nel settore della Difesa.

I GRUPPI CHE SARANNO PIU’ COLPITI SECONDO MOODY’S

Le compagnie più colpite sarebbero quelle di minori dimensioni e con business meno diversificati, osserva Moody’s, mentre tra le grandi l’analisi si concentra su Rolls-Royce (A3 negativo), Airbus (A2 stabile) e Leonardo S.p.a. (Ba1 positivo) «perché stanno già affrontando piani di ristrutturazione e sfide operative che potrebbero subire impatti negativi».

LO SCENARIO PER LEONARDO-FINMECCANICA

Tra le criticità di una Brexit senza accordi, infatti, vengono citate le modifiche della catena di distribuzione, che almeno inizialmente ridurrebbe i guadagni e i flussi di cassa. La supply chain di Leonardo -Finmeccanica, per esempio, muove ogni anno circa 650 milioni di sterline, coinvolgendo 2.300 imprese locali.

L’IPOTESI SOFT BREXIT

Ma c’è anche l’eventualità opposta, e cioè che il Regno Unito esca senza strappi dall’Unione europea. In quel caso, i benefici si tradurrebbero per le stesse imprese in una crescita del 12% per la maggiore produzione di velivoli e lo sviluppo dei programmi militari. I vantaggi arriverebbero in particolare per Lockheed Martin (Baa1 stabile) e BAE Systems (Baa2 stabile), ma anche per Leonardo, Dassault e Airbus, soprattutto in termini di cash flow.

LE CONTROMISURE DI LEONARDO-FINMECCANICA

Il gruppo guidato dall’ad Alessandro Profumo ha già preso le sue contromisure. Il top manager ha detto in più occasioni che una mancata intesa sull’uscita degli inglesi dall’Unione europea sarebbe un problema, «perché Leonardo ha una presenza significativa nel Regno Unito». Ma i rapporti con il governo May restano saldi. Proprio il primo ministro britannico ha annunciato un nuovo progetto che coinvolge il gruppo italiano e i due campioni nazionali Bae Systems e Rolls-Royce, con la jv missilistico Mbda (Airbus 37,5%, BAE Systems 37,5%, Leonardo 25%), per un nuovo areo da combattimento. La partnership si chiama Team Tempest e l’investimento è stimato in circa 2 miliardi di sterline.

Articolo pubblicato su Mf/Milano finanza

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