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Fincantieri

Fincantieri-Stx? Operazione buona e giusta per l’Europa

L'analisi di Michele Nones

Invece che lamentare l’attenzione dell’Antitrust europeo dovremmo fornire tutte le informazioni necessarie a confermare la validità e la bontà dell’operazione lanciata da Fincantieri per costituire un grande gruppo cantieristico europeo in grado di essere competitivo sul mercato internazionale.

Le costruzioni navali coinvolgono diversi segmenti (trasporto, traghetti, piattaforme, navi da crociera, navi militari): solo nelle navi da crociera vi è già una forte predominanza di Fincantieri, ma si tratta di un mercato legato al turismo dove il ruolo della competizione è sicuramente meno importante. Il mercato cantieristico è fortemente internazionalizzato e, quindi, la competizione non può essere misurata su scala europea, bensì internazionale. E grazie alle più basse barriere di accesso il numero dei competitori è destinato a crescere.

La competizione non è un tabù, ma uno strumento per rendere più efficiente il mercato. Ci sono dei settori o dei segmenti in cui l’esigenza di raggiungere determinate economie di scala o la complessità dei sistemi da realizzare impongono la concentrazione industriale.

Il cantiere francese è troppo piccolo per sopravvivere da solo, tanto è vero che prima era finito nel gruppo sud-coreano Stx e, dopo il suo fallimento, solo Fincantieri aveva manifestato interesse a rilevarlo.

L’accordo con Fincantieri è stato confermato, con qualche piccolo cambiamento, dal presidente Macron: nulla è cambiato sul piano industriale. Le uniche alternative sarebbero la concentrazione con il cantiere tedesco Meyer Werft (ma si creerebbe un monopolio nelle super-navi da crociera) o un totale controllo pubblico (ma questo altererebbe ancora di più e peggio la concorrenza: su un ‘monopolio’ possono essere esercitati dei controlli pubblici, mentre su un’impresa statale è molto più complicato a livello nazionale ed europeo).

Fincantieri potrebbe sopravvivere anche senza i Chantiers de l’Atlantique, ma continuerebbe ad essere debole nel segmento delle super-navi e alla fine ci rimetterebbe tutta l’Europa, perdendo l’occasione di presidiare il mercato internazionale con un campione europeo in grado di offrire tutta la tipologia delle navi da crociera, esattamente come fa Airbus nei velivoli passeggeri.

Una volta tanto interesse italiano, francese e europeo sembrano in astratto coincidere: è ora di dimostrarlo concretamente a tutti gli attori.

Estratto di un’analisi più articolata che si può leggere integralmente qui

 

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