E’ di 394 chilometri, percorribili in poco più di quattro ore in macchina la distanza fra Bologna, reduce da una guerriglia urbana deplorata a parole ma favorita nei fatti dal sindaco del Pd, accusato documentalmente di questo dal ministro dell’Interno, e Chiomonte, in Val di Susa, dove sessanta fra agenti di Polizia e Carabinieri sono rimasti feriti nella guerriglia, anche lì, degli antagonisti contrari ai lavori per l’alta velocità ferroviaria da Lione a Torino.
Centinaia di chilometri, quelli appunto fra Bologna e Chiomonte, sono stati appena azzerati in questa estate torrida di fuoco in tutti i sensi, pur fra qualche grandinata di distrazione, chiamiamola così.
L’azzeramento è naturalmente di natura politica e sociale. Anche se a sinistra fingono di non accorgersene e accusano di strumentalizzazione la destra pronta a trarne vantaggi elettorali, o per ora sondaggistici, stiamo ormai vivendo una nuova stagione di terrorismo.
Mancano i morti, è vero, contandosi solo feriti tra le forze dell’ordine, ma prima o dopo arriveranno anche quelli, vedrete.
Basta aspettare e distrarsi intanto con le cronache e i retroscena sulle sofferenze interne al centrodestra e al centrosinistra aspirante all’alternativa di cosiddetto governo.






