In un momento di forte tensione tra Washington e Pechino, le autorità cinesi stanno valutando un giro di vite sui trasferimenti all’estero di tecnologie IA e semiconduttori.
L’obiettivo dichiarato è proteggere i progressi raggiunti dalle aziende nazionali, impedire acquisizioni strategiche da parte di soggetti occidentali e mantenere il vantaggio competitivo che la Cina sente di aver maturato in alcuni ambiti tecnologici chiave.
Come sottolinea il Financial Times in un articolo che rilancia la notizia, queste nuove misure sono ancora in fase di discussione, ma potrebbero tradursi nella revisione più importante degli ultimi anni del catalogo nazionale delle tecnologie soggette a restrizioni all’esportazione.
Le consultazioni del Ministero del Commercio
Il Ministero del Commercio (MofCom) ha avviato un giro di consultazioni con i principali player nazionali del settore IA e dei semiconduttori.
Secondo due fonti direttamente coinvolte, l’attenzione è rivolta soprattutto a evitare che tecnologie avanzate e startup di punta finiscano nelle mani di gruppi occidentali.
Tra le aziende interpellate dal MofCom ci sono colossi come Alibaba, ByteDance e Zhipu. I temi centrali riguardano la limitazione del trasferimento all’estero di dati critici usati per addestrare i modelli e il divieto di permettere il download dei pesi dei modelli da parte di utenti stranieri.
Anche nel caso di un effettivo varo di tali restrizioni, Pechino continuerebbe a consentire l’accesso ai servizi e ai modelli stessi per i clienti internazionali, cercando così un equilibrio tra protezione e presenza sul mercato globale.
I recenti progressi dell’IA cinese
Il dibattito arriva in un momento particolarmente favorevole per la Cina sul fronte dell’innovazione.
La settimana scorsa il laboratorio Moonshot AI ha lanciato il modello Kimi K3, che secondo vari benchmark ha superato il il modello Opus 4.8 di Anthropic. Secondo molti osservatori ciò segnala quanto Pechino abbia ridotto il gap con gli Stati Uniti nell’IA di frontiera.
Un elemento distintivo dei modelli cinesi di punta, come quelli di Moonshot e DeepSeek, è la natura “open-weight”: gli utenti possono scaricarli sui propri server e personalizzarli liberamente. Al contrario, i principali modelli americani, come quelli di Anthropic e OpenAI, restano chiusi, in una differenza di approccio che sta influenzando anche le strategie di controllo delle autorità.
Nuove barriere
Oltre ai dati e ai pesi dei modelli, il Ministero sta valutando restrizioni che impedirebbero a produttori stranieri come Qualcomm e TSMC di fabbricare chip avanzati basati su progetti sviluppati da aziende cinesi quali Huawei, Alibaba e ByteDance.
Un altro fronte sensibile riguarda le acquisizioni estere di realtà strategiche, in particolare nel campo dell’IA agentica.
Le autorità intendono chiudere una falla normativa emersa con l’acquisto da parte di Meta di Manus per 2 miliardi di dollari, operazione che Pechino ha poi costretto ad annullare.
L’idea di fondo è impedire che tecnologie considerate critiche possano uscire dal perimetro nazionale attraverso vie indirette.
Il catalogo delle tecnologie controllate
Se approvate, le nuove misure verrebbero probabilmente inserite nella prossima revisione del catalogo cinese delle tecnologie proibite o con restrizioni all’esportazione.
Si tratta di uno dei pilastri del sistema di controllo dell’export della Cina, insieme alle liste sui beni dual-use. L’ultima modifica, risalente al 2025, aveva aggiunto diverse tecnologie di produzione delle batterie agli ioni di litio e consolidato i controlli su settori strategici come l’estrazione e la lavorazione delle terre rare.
Fonti interne sottolineano che l’aggiornamento in discussione sarebbe il più rilevante degli ultimi anni, riflettendo la maggiore fiducia di Pechino nella propria leadership tecnologica.
Preoccupazioni dell’industria
Non tutte le aziende del settore vedono tuttavia di buon occhio tali misure più severe.
Molte di esse hanno fatto presente ai regolatori che un inasprimento eccessivo potrebbe rallentare lo sviluppo interno dell’IA e danneggiare le possibilità della Cina di vincere la corsa tecnologica globale.
L’esito di questo confronto interno determinerà in che misura Pechino deciderà di difendere i propri avanzamenti nei campi che più di ogni altro definiranno la supremazia tecnologica dei prossimi anni.






