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Meglio Cina o Stati Uniti come alleati dell’Italia? Cosa pensano gli italiani. Report Swg

di

Doxa

Brusco calo della fiducia nelle istituzioni europee. La Cina recupera credito rispetto agli Stati Uniti. Mentre sulla riaperture delle attività economiche in Italia… Ecco gli umori degli italiani secondo l’ultima rilevazione della società Swg

Cosa pensano gli italiani delle istituzioni europee, della Cina e del lockdown? Ecco che cosa emerge dalla rilevazione della società Swg datata 5 aprile.

CHE COSA SI DICE DELLE ISTITUZIONI EUROPEE

Dimezzata la fiducia nelle istituzioni europee degli italiani. Se a settembre 2019 ad avere fiducia nell’Unione europea era il 42% degli italiani, ad aprile 2020 soltanto il 27%. Stesso crollo registrato anche per le principali istituzioni. La fiducia nella Commissione europea è passata dal 41% al 24%, così come quella nella Bce scesa da 43% al 25%.

LA CINA RECUPERA CREDITO RISPETTO AGLI USA

Sul piano internazionale agli occhi degli italiani la Cina recupera credito e ora è preferita agli Stati Uniti. Secondo il rapporto di Swg, per il 36% degli italiani l’Italia dovrebbe guardare più alla Cina per sviluppare le proprie alleanze internazionali al di fuori dell’Europa, per il 30% agli Stati Uniti mentre il 34% non si esprime.

LE DIFFERENZE TRA M5S, PD E CENTRODESTRA

Di questi, il 53% degli elettori del M5s e il 45% degli elettori del Pd sono a favore della Cina. Dall’altra parte il 51% degli elettori del centrodestra votano per l’appoggio agli Stati Uniti.

LE OPINIONI SULLA CINA

Interessante la crescita del sentiment positivo per la Cina nel nostro paese. Oggi metà degli italiani considera Pechino un amico di Roma. Se a gennaio la percentuale degli italiani che considera la Cina come paese amico dell’Italia era soltanto il 10%, a marzo 2020 ha raggiunto il 52%.

E DOPO IL LOCKDOWN?

Infine, dal rapporto emerge l’ampia consapevolezza tra i cittadini che è importante non aspettare troppo con la riapertura delle attività produttive, seppure con tutti gli standard di sicurezza. Il 60% degli italiani spinge infatti per riaprire il prima possibile per chi garantisce sicurezza, sebbene 1/3 preferisca prudenza e una riapertura solo al termine dell’emergenza.

COME E QUANDO RIAPRIRE?

Riguardo il riavvio delle attività, quasi il 30% degli italiani propende per riprese diversificate tra Nord e Centro-Sud Italia. Per il 22% si dovrebbe mandare a lavoro prima i giovani e le donne (più resistenti al virus) e prevedere lo smartworking per tutti gli altri. Un altro 22% farebbe andare tutti al lavoro lasciando a casa solo le persone che hanno oltre i 60 anni e coloro che hanno patologie che li renderebbero più vulnerabili al virus.

 

 

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