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Lo scandalo Mandelson per Starmer visto dai giornali inglesi

Che cosa scrive il Daily Telegraph sul caso Mandelson per il premier Starmer. Estratto dalla rassegna stampa di Liturri

 

L’evidenza che ha inchiodato la difesa di Starmer e potrebbe costargli la premiership.

(The Daily Telegraph, Gordon Rayner Associate Editor, 6 febbraio 2026)

Se Keir Starmer perderà il posto per lo scandalo Mandelson, saranno le sue stesse parole a inchiodarlo. Il premier ha dichiarato di non aver motivo di dubitare della sincerità di Lord Mandelson riguardo ai legami con Jeffrey Epstein, scaricando la colpa sui servizi segreti. Ma un rapporto di due pagine, consegnatogli prima della nomina a ambasciatore USA, ricordava chiaramente i soggiorni di Mandelson nella villa newyorkese di Epstein nel 2009 (quando era in carcere), un rapporto JP Morgan del 2019 che descriveva una “particolarmente stretta relazione” ancora in corso, foto del 2007 a Parigi e altre evidenze pubbliche dal 2002. Tutto era accessibile online. Nel 2024, prima delle elezioni, foto di Mandelson con Epstein nei Caraibi avevano scatenato richieste di espulsione dal Labour. I deputati laburisti sono furiosi per la mancanza di curiosità di Starmer e per il tentativo di incolpare altri, mentre Kemi Badenoch (leader conservatrice) ha colto il punto debole.

– Le parole di Starmer lo inchiodano

“Non avevo motivo di credere che stesse dicendo altro che la verità”, ha dichiarato il Primo Ministro ieri mattina affrontando domande ostili della stampa sul controllo di Lord Mandelson.

– Il rapporto pre-nomina lo avvertiva chiaramente

“Un rapporto di due pagine compilato per Sir Keir prima di dargli l’incarico gli ricordava che il pari aveva soggiornato nella townhouse di Epstein a New York nel 2009, quando Epstein era in carcere, e che un rapporto interno JP Morgan del 2019 affermava: ‘Epstein sembra mantenere una relazione particolarmente stretta con […] Lord Mandelson’.”

– Evidenze pubbliche da anni

“Rapporti su Mandelson che partecipava a riunioni intime nella townhouse di Manhattan erano stati pubblicati già nel 2002 e, nel 2022, è emersa una foto di Mandelson ed Epstein che festeggiavano un compleanno nell’appartamento parigino di Epstein nel 2007, dopo l’arresto di quest’ultimo per sollecitazione di prostituzione minorile.”

– Relazione descritta come in corso nel 2019

“Il tempo presente usato nel rapporto suggeriva che la relazione fosse ancora in corso almeno fino al 2019. Il fatto che Epstein chiamasse Lord Mandelson ‘Petie’ era ulteriore prova della loro vicinanza.”

– Nel 2024 richieste di espulsione dal partito

“Nel gennaio 2024, alla vigilia delle elezioni generali, è stata pubblicata una foto di Mandelson con Epstein a fare shopping nei Caraibi. In un notevole precedente degli eventi della scorsa settimana, deputati laburisti chiesero a Sir Keir di espellere Mandelson dal partito Labour perché, come disse uno di loro, era ‘strettamente connesso a un pedofilo provato’.”

L’isolamento debilitante di Keir Starmer ricorda gli ultimi giorni di Boris.

(The Daily Telegraph, David Frost, 6 febbraio 2026)

Keir Starmer si trova in una situazione di crescente isolamento dentro il proprio partito, con il sostegno laburista in calo e le sue debolezze esposte dallo scandalo Mandelson. L’articolo paragona la situazione agli ultimi mesi di Boris Johnson: un premier che perde il controllo del Parlamento e del partito, circondato da consiglieri influenti ma impopolari (qui Morgan Mcsweeney), mentre i “baroni” e i backbencher mostrano disprezzo o imbarazzo. Il silenzio glaciale in aula, le smorfie durante le giustificazioni di Starmer e le critiche interne per il clientelismo segnalano una frattura profonda. Come con Johnson dopo il fallimento sul caso Paterson, l’autorità di Starmer appare compromessa: non comanda più il Commons nonostante una maggioranza schiacciante. Il vero problema non è il consigliere, ma il leader, i cui difetti di carattere hanno permesso il declino. Il Labour potrebbe accontentarsi di sacrificare Mcsweeney, ma presto dovrà affrontare Starmer stesso.

– La corte moderna attorno al premier

“Ogni Downing Street che ho conosciuto è stata tanto una corte reale quanto un dipartimento governativo. Un cast di consiglieri circonda il primo ministro. Dipendono da lui o lei per la loro influenza, il loro potere – e i loro posti di lavoro.”

– Quando il premier ascolta solo i consiglieri stretti

“Quando il premier sembra ascoltare i consiglieri stretti e non i baroni, allora le cose iniziano ad andare male. […] Il vero problema non è l’advisor, ma il monarca. Le carenze di carattere del leader sono ciò che ha permesso all’advisor di prosperare.”

– Il silenzio mortale in Parlamento

“Mentre guardavo il Parlamento mercoledì, non avevo molti dubbi sulla risposta. Il silenzio mortale che ha accolto le scuse del Primo Ministro, le smorfie alla sua ammissione che i legami con Epstein erano emersi nel processo di vetting di Mandelson, le infelici critiche dei backbencher laburisti al clientelismo del proprio partito… tutto questo parlava di una relazione al punto di rottura.”

– Il premier deve essere temuto o amato

“I primi ministri devono essere temuti o amati. Quando invece il loro partito li tiene in disprezzo, in disdegno, e li trova persino goffi e imbarazzanti, allora la partita è finita.”

– Parallelo con la fine di Boris Johnson

“L’umore mi ricorda molto gli ultimi giorni di Boris Johnson. […] Era ovvio quella sera che l’autorità di Boris era distrutta, e si trattava solo di questione di tempo prima che i nemici nel partito venissero a prenderlo. […] Starmer è sicuramente già parecchio avanti su questa china.”

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