Advertisement skip to Main Content

Cassese

L’Italia vista da Cassese

“Misera e nobiltà d’Italia. Dialoghi sullo stato della nazione” (Solferino) di Sabino Cassese letto da Tullio Fazzolari

 

Bertrand Russell diceva che la cosa seccante di questo mondo è che mentre gli imbecilli sono sicuri di sé le persone intelligenti sono invece piene di dubbi. In altre parole: conviene diffidare di chi ostenta certezze e convinzioni ideologiche incrollabili. Però arriva sempre il momento delle scelte e le intelligenze non possono più farsi imprigionare dai dubbi. E il miglior modo per uscirne è confrontare le opinioni valutandone i pro e i contro. Tanto più sarebbe necessario un dialogo di buon senso nella situazione italiana a fronte di riforme istituzionali, problemi interni e pericolosi scenari  internazionali.

Ma poiché il dibattito politico quasi mai va in questa direzione tocca a un giurista di grande prestigio come Sabino Cassese riportare tutto sul corretto binario. Il suo libro più recente, “Misera e nobiltà d’Italia. Dialoghi sullo stato della nazione” (Solferino, 336 pagine, 19 euro), è un’analisi di tutti i nodi che il paese deve affrontare. Per sua forma mentis Cassese non enuncia dogmi né indica soluzioni inderogabili. Al contrario “Miseria e nobiltà d’Italia” è una esposizione esauriente di tutte le argomentazioni che dovrebbero animare quel dibattito che raramente compare nella politica e nei mass media.

Per riuscire a dare un quadro completo delle opinioni serviva un espediente letterario e Cassese lo trova nella formula del dialogo fra due e talvolta tre personaggi immaginari. In sé non sarebbe una novità. Da Platone a Voltaire l’hanno già usata in tanti ma è la scelta perfetta per raccontare la realtà italiana. Così un ottimista e un pessimista di confrontano sullo stato attuale della Repubblica. Sono, invece, un europeista e un nazionalista a discutere del futuro dell’Unione europea. Quanto ai pericoli che potrebbero incombere sulla democrazia  il dibattito è fra Demo e Ademo i cui nomi sono ispirati dall’”Utopia” di Thomas More. E nella scelta dei nomi non manca un tocco di ironia: Accolito e Acchiappavoti sono i protagonisti della discussione sulla debolezza dei partiti. Se poi si parla di sottogoverno e burocrazia i soggetti coinvolti sono addirittura tre: un politico, un imprenditore e, naturalmente, un burocrate.

Da questi esempi, risulta già evidente che “Miseria e nobiltà d’Italia” è un libro di facile e gradevole lettura. Però gli argomenti trattati sono tutti di estrema importanza nel momento storico che l’Italia sta attraversando. Non è una crisi ma una delicata fase di transizione da cui dipendono equilibri e scenari futuri. Dal ruolo del capo dello Stato alla riforma del sistema giudiziario, dalle autonomie locali fino agli impegni internazionali nella Nato e nell’Unione europea, l’elenco delle “incognite” è lungo e Cassese non ne trascura nessuno ma soprattutto riesce a dare voce a tutte le opinioni che ci sono dietro ogni questione. E in questo modo con “Miseria e nobiltà d’Italia” aiuta a capire e non è un merito da poco.

Back To Top