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Guerra, ecco la circolare dello Stato maggiore dell’Esercito sul warfighting

Spesa Difesa

Lo Stato maggiore dell’Esercito ha inviato una lettera ai comandi di vertice su personale e sistemi d’arma viste le evoluzioni sullo scacchiere internazionale “a seguito dei noti eventi”

 

Lettera circolare dello Stato maggiore dell’Esercito italiano sulla guerra in Ucraina, tanto rumore per nulla?

Ecco tutti i dettagli.

“Porre particolare attenzione nel valutare le domande di “congedo anticipato”, “in quanto in un momento caratterizzato dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche, deve essere effettuato ogni possibile sforzo affinché le capacità pregiate possano essere disponibili”.

È un passo della lettera che lo Stato maggiore dell’Esercito ha inviato ai comandi di vertice su personale, addestramento, impiego e sistemi d’arma in vista delle evoluzioni sullo scacchiere internazionale, “a seguito dei noti eventi” e “con effetto immediato”.

Nella circolare si precisa che “il personale in ferma prefissata dovrà alimentare prioritariamente i reparti che esprimono unità in prontezza nei prossimi due anni e che tutte le unità in prontezza devono essere alimentate al 100% con personale ready to move, senze vincoli di impiego operativo, anche ricorrendo all’istituto del ‘comando’. Tale linea d’azione rappresenta una priorità”.

“Tutte le attività addestrative, anche quelle dei minori livelli ordinativi, dovranno essere orientate al warfighting. In merito, viene disposto il rinvio di tutte le esercitazioni che non siano specificamente indirizzate al mantenimento delle capacità operative rivolte alla prima e seconda missione. Ciascun reggimento di artiglieria deve essere addestrato a operare sia nel ruolo di supporto diretto che in quello di supporto generale”.

E ancora: “Si rende necessario valutare la possibilità di affiliazione addestrativa/operativa dei battaglioni delle trasmissioni alle Grandi Unità. Occorre garantire maggiore omogeneità delle forze che contribuiscono alla condotta di operazioni, evitando per quanto possibile il frazionamento delle unità. Devono porsi in essere le attività necessarie ad accelerare la disponibilità operativa del 52 reggimento artiglieria ‘Torino’, dando priorità alle batterie semoventi, anche utilizzando le potenzialità formative/addestrative dell’8 rgt.art.ter. Pasubio”.

Quanto ai sistemi d’arma, la circolare del generale Pisciotta raccomanda di “provvedere affinché siano raggiunti e mantenuti i massimi livelli di efficienza di tutti i mezzi cingolati, gli elicotteri (con focus sulle piattaforme dotate di sistemi di autodifesa) e i sistemi d’arma dell’artiglieria”.

La lettera completa (PDF)

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE SU SULLA CIRCOLARE DELL’ESERCITO

Massima «prontezza operativa». L’indicazione ai comandi arriva dall’ufficio del capo di Stato maggiore dell’Esercito, Pietro Serino.

Le direttive sono esplicite, dirette, immediate. Attenzione, dunque, ai congedi anticipati: con il conflitto Russia-Ucraina e «l’intensificarsi delle tensioni geopolitiche» va fatto «ogni possibile sforzo» per trattenere «risorse pregiate».

Un passaggio, per alcuni clamoroso, recita: «Tutte le attività di addestramento» si legge nel testo firmato dal generale Bruno Pisciotta «dovranno essere orientate al warfighting». Combattimento in guerra.

Ultimo capitolo riguarda i «Sistemi d’arma». Lo Stato maggiore Esercito sollecita i comandi a «provvedere affinché siano raggiunti e mantenuti i massimi livelli di efficienza di tutti i mezzi cingolati, gli elicotteri (con focus sulle piattaforme dotate di sistemi di autodifesa) e i sistemi d’arma di artiglieria».

In uno scenario come quello attuale è una circolare quasi di routine, quantomeno obbligata. La mobilitazione delle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri) è già partita da un pezzo. In Romania l’Arma azzurra è già operativa da settimane. La Marina, a sua volta, pianifica e valuta i potenziali piani operativi. Altri impieghi interforze, come quelli delle nostre Forze speciali, restano riservati con classifica di segretezza alta o altissima.

Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, si confronta ormai ogni giorno con il capo di Smd, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. I contatti con la Nato sono «H 24». Ed è un continuo di comunicazioni e indicazioni con i vertici militari: Serino per l’Esercito, Enrico Credendino (Marina Militare), Luca Goretti (Aeronautica) e Teo Luzi (Arma dei Carabinieri).

E con il numero uno del Covi (comando operativo di vertice interforze), Francesco Figliuolo: a fine mese lascerà l’ufficio di commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 ma al comando delle missioni internazionali è insediato già dal 19 gennaio. Ancora più riservata l’interlocuzione tra ministro della Difesa, capo di Smd e segretario generale della Difesa-direttore generale degli armamenti, Luciano Portolano.

In realtà, per certi aspetti più silenzioso ma anche molto più minaccioso, c’è ormai un conflitto, come si dice in gergo, «multidominio». Dove ai tradizionali terra, mare e aria si sono aggiunti cyber e spazio. E alla Difesa sono in analoga fibrillazione operativa anche il Cos (comando delle operazioni spaziali) e soprattutto il Cor (comando delle operazioni in rete), la specialità militare interforze per la guerra cibernetica.

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La lettera completa (PDF)

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