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Le ultime scintille della campagna elettorale

Meloni

Salvini replica alle accuse indirette di Draghi, caro bollette al centro del dibattito, ruvido scontro a parole fra Conte e Renzi su reddito di cittadinanza e non solo. La nota di Paola Sacchi

 

Si accendono i toni di una campagna elettorale inedita e frastagliata condotta su più fronti e su temi che si accavallano. Fino a lambire Palazzo Chigi.

Matteo Salvini, alla vigilia oggi dello storico appuntamento di Pontida, non ci sta alle parole, a proposito delle “ombre russe”, di Mario Draghi riferite a lui, pur senza nominarlo. Contrattacca il leader leghista: “Oltre che a parlare di pupazzi, spero che Draghi trovi il tempo per trovare altri soldi per aiutare gli italiani a pagare le bollette perché non so se ha capito l’emergenza nazionale a cui stiamo andando incontro. È a rischio 1 milione di posti di lavoro”. E ancora: “I miei rapporti con il premier? Corretti da parte mia”.

Salvini lancia la sfida dal cosiddetto “sacro prato” della Lega nella cittadina della Bergamasca, annunciando che sarà “la più grande manifestazione di massa di questa campagna elettorale”. Gli organizzatori attendono 10.000 persone. E, secondo l’agenzia Agi, “salvo imprevisti”, è atteso anche l’arrivo del fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi, che nel 1990 istituì la festa leghista.

È sfida interna, prevista dalle stesse regole stabilite dalla coalizione, al centrodestra dove sarà proposto come premier chi prenderà più voti. E Salvini di fronte agli ultimi sondaggi che hanno dato uno stacco di Giorgia Meloni, in testa a tutti i partiti, osserva che “la Lega è stata sempre sottostimata”. Ma ha parole unitarie per “Giorgia” e per Berlusconi: “Con lei e Silvio sono d’accordo su tutto: abbiamo un programma comune. Con Giorgia solo su come affrontare l’emergenza bollette abbiamo posizioni diverse”.

Anche il Cav non vuole, come Meloni, lo scostamento di bilancio di 30 miliardi su cui fa pressing Salvini, ma Berlusconi dice anche: “Sarebbe meglio di no, ma se non averlo dovesse costare la rovina di famiglie e imprese…”, il tema va affrontato.

Da Pontida parte soprattutto però una sfida esterna. Perché mentre oggi Salvini parlerà sul pratone, a una trentina di chilometri Enrico Letta sarà a Monza, città riconquistata dal centrosinistra. Salvini lo punzecchia: “Noi non abbiamo le chiccherie di Capalbio ma le salamelle e qualche decina di migliaia di persone”.

Berlusconi, che ieri è tornato sui “pericoli del comunismo” e la minaccia della Cina all’Occidente, ha sottolineato che il filo conduttore di Forza Italia e quello liberale di tutto il centrodestra è “la crescita, non la redistribuzione, senza sviluppo non c’è nulla da ridistribuire”.

Nel fronte opposto, invece, esplode la polemica interna tra Letta e Giuseppe Conte, nella sfida per i voti del Sud. E sul reddito di cittadinanza, il leader pentastellato sferra un attacco particolarmente duro a Matteo Renzi, che con Carlo Calenda è nel “terzo polo”. Conte Invita il leader di Iv ad andare “senza scorta” a discutere del reddito. Renzi contrattacca in modo altrettanto duro e invita il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese a vigilare sulle sue manifestazioni, in quanto riferisce di aver ricevuto in generale “minacce di morte”. L

o scontro è così ruvido che lo stesso Salvini critica il leader pentastellato: “Renzi non mi sta simpatico, ma mica qui siamo al bar, come facevamo da ragazzi delle medie”.

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