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Le tribolazioni della Chiesa (secondo il cardinale Gerhard Muller)

“In buona fede. La religione nel XXI secolo” di Gerhard Muller e Franca Giansoldati letto da Tullio Fazzolari.

La Chiesa cattolica non è mai stata una casa di vetro. E non lo è neanche adesso nonostante gli indiscutibili e conclamati sforzi di rinnovamento. Di quello che avviene oltre il portone di bronzo del Vaticano si coglie qualche segnale. Sembra evidente che ci sia un confronto più aspro del solito tra conservatori e modernisti. E che le conferenze episcopali di alcuni paesi stiano cercando di muoversi in maniera sin troppo autonoma. Ogni tanto compare la notizia che qualche big della gerarchia ecclesiastica è stato rimosso dal suo incarico. E periodicamente si dà conto dei disastrosi affari immobiliari del Vaticano. Poi però su ogni cosa cala di nuovo il silenzio. Come se i misteri della Chiesa fossero più importanti di quelli della fede.

A infrangere il muro del silenzio è invece il cardinale Gerhard Muller con “In buona fede. La religione nel XXI secolo” (Solferino, 224 pagine, 16,50 euro), scritto con la vaticanista Franca Giansoldati. Il format del libro-intervista si rivela ancora una volta un modello efficace perché mette insieme chi ha davvero qualcosa da raccontare e forse da solo non prenderebbe mai l’iniziativa di parlare e chi sa stimolarlo con le domande più appropriate. Senza reticenze e senza censure, il cardinale Muller dice tutto quello che sa ed espone il proprio punto di vista sia sulla situazione attuale della Chiesa cattolica sia sulle sue prospettive future. Il pressing di Giansoldati (considerata uno dei giornalisti più indipendenti tra quelli che seguono le vicende del Vaticano) lo aiuta a raccontare fatti e a formulare opinioni. E tanto i fatti quanto le opinioni sono di assoluto rilievo. I primi rivelano una serie di retroscena sulle vicende interne della Chiesa. L’elenco degli argomenti, tutti affrontati senza tabù, non trascura praticamente nulla. Si va dalla politica estera vaticana alla gestione spesso contraddittoria degli scandali sessuali. Emergono dettagli sulle questioni finanziarie. E soprattutto, compaiono con estrema chiarezza le divergenze sulla dottrina della fede che sono alla base della contrapposizione fra modernisti e conservatori.

Rilevanti sono anche le opinioni di Muller. Anche se da qualche anno non è più il prefetto della congregazione per la dottrina della fede (carica che ricopriva con Benedetto XVI e che di fatto gli è stata tolta da papa Francesco), il cardinale e teologo tedesco è sempre il punto di riferimento dell’ala più ortodossa della Chiesa. Anche i retroscena della sua rimozione aggiungono elementi utili a descrivere uno scontro interno. A chiedere la testa di Muller sono stati soprattutto alcuni teologi sudamericani. Tra i quali va segnalato uno che ha avuto l’estemporanea idea di spostare la sede del papato in qualche altra parte del mondo. Pare un’eresia, anzi lo è considerando la storia della Chiesa. Ma è anche l’esempio del pericoloso crinale su cui si trova oggi il cattolicesimo che deve rimanere in bilico fra avvicinarsi alla gente e rischiare di perdere le proprie caratteristiche. Per uscirne indenni ci vuole proprio l’aiuto di Dio.

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