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Le news su Draghi, Salvini, Ponte, Anas, Tesla e Netflix

Che cosa si dice e che cosa non si dice su Draghi, Salvini, Ponte, Anas, Tesla, Giovane Berlusconi di Netflix e non solo. Pillole di rassegna stampa

 

SALVINI NON SALVA DRAGHI

 

SECHI LIBERO DI CRITICARE DRAGHI

 

LE SFIDE DI DRAGHI

 

CARTOLINA DALL’UCRAINA

 

CARTOLINA DALLA SICILIA

 

DOSSIER ANAS

 

FERRARA ELOGIA IL GIOVANE BERLUSCONI DI NETFLIX

 

TESLA ADORA MUSK

 

UN LUSSO TROPPO LUSSUOSO NEI PREZZI

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CHI SONO I TECNICI DI PICHETTO CHE FANNO TRABALLARE IL PONTE SULLO STRETTO

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE SUL PONTE:

Quarantadue pagine e 239 punti suddivisi tra procedure di Via, valutazione di incidenza, piano di utilizzo delle terre e verifiche di ottemperanza. Tutti termini tecnici per dire una cosa sola: il progetto del Ponte sullo Stretto va integrato con nuovi elementi di analisi necessari al lavoro della Commissione Via-Vas del Mase presieduta da Massimiliano Atelli. E che dovrà dare parere vincolante sull’impatto del progetto sull’ambiente. Una richiesta ordinaria, fanno sapere fonti del ministero. E ribadita dallo stesso ministro Pichetto Fratin per spegnere il fuoco delle polemiche divampato ieri alla notizia di un approfondimento: «Un atto tipico – ha fatto sapere in una nota – della prima parte di ogni procedimento di valutazione di impatto ambientale». Il teatro è quello della Conferenza di servizi che ha avviato le macchine ieri e che avrà 90 giorni di tempo per esaminare il faldone e fare osservazioni. È lì che il dossier dell’Ambiente ruba la scena con argomenti che spaziano su diversi fronti tutti di natura ambientale e che però si inserisce nelle procedure standard degli iter di valutazione dei progetti. Questa rispetto ad altre, dicono, non sarebbe nemmeno da record.

Entrando nel merito c’è davvero di tutto: si va dall’analisi costi benefici con la richiesta di meglio chiarire il «contesto sociale, economico, politico e istituzionale in cui si cala il progetto» alla delicata partita dei costi di mantenimento dell’opera. E quindi la «richiesta di specificare meglio la tipologia e varietà di costi di investimento, manutenzione e gestione dell’opera». Non è chiaro alla Commissione «se la stima dei costi è stata aggiornata rispetto alle condizioni attuali o se si sono mantenuti i valori indicati nella precedente documentazione», alla luce del fatto che nel frattempo è cambiato il mondo. E che sui ponti il divario dei costi è quantificato nel 26 per cento. Il dossier chiede elementi anche sulla fase del cantiere che presumibilmente durerà diversi anni e che nella relazione è stata trattata con gli elementi dell’esercizio del Ponte. Il progetto «non descrive il sistema di cantierizzazione limitandosi all’elenco delle aree di cantiere individuate», scrive la Commissione. La relazione chiede anche di approfondire elementi di natura sismica con ipotesi di maremoto, elementi di valutazione della qualità dell’aria, anche in considerazione delle attività di esercizio e del passaggio di un considerevole numero di automobili e Tir. Ma ce n’è anche per l’ambiente marino, la salvaguardia delle coste e le acque. La palla passa ora alla Società Stretto di Messina.

 

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