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Le economie di Francia e Germania zoppicano. Numeri, commenti e analisi

di

Macron

Che cosa succede ai settori industriali di Francia e Germania? Ecco tutti i dettagli

Che cosa succede ai settori industriali di Francia e Germania? E’ quello che si chiedono oggi analisti e addetti ai lavori alle prese con numeri e indici che arrivano appunto da Parigi e Berlino. Ecco tutti i dettagli.

I NUMERI FRANCESI

Brusca frenata per l’attività economica in Francia, finita in contrazione a dicembre, su minimi da oltre quattro anni.

CHE COSA SUCCEDE A PARIGI

L’indice Pmi composito preliminare a cura di IHS Markit è sceso a 49,3 da 54,2 a novembre, scivolando sotto la soglia di 50 che separa contrazione da crescita per la prima volta da giugno 2016. La lettura, il minimo da novembre 2014, come segnala l’agenzia Reuters, è decisamente inferiore alle attese degli economisti pari a 54.

IL DETTAGLIO SULLA FRANCIA

Le imprese hanno registrato un calo dell’attività dopo quasi un mese di dimostrazioni dei gilet gialli finite in violenti scontri. Turismo e lusso i settori più colpiti. Più nel dettaglio, il settore servizi è crollato a 49,6 da 55,1 a novembre, sotto le attese di 54,8. Quello della manifattura è scivolato a 49,7 da 50,8 a fronte di attese per 50,7.

LE PREVISIONI SUL PIL FRANCESE

Secondo l’economista di Markit, Chris Williamson, la Francia è incamminata verso un pil di solo +0,2% nel quarto trimestre da +0,4% nei tre mesi precedenti.

FRENA ANCHE LA GERMANIA

Anche l’espansione del settore privato tedesco ha rallentato, al minimo di quattro anni a dicembre. Infatti, l’indice Pmi composito è sceso a 52,2 da 52,3 del mese precedente. Inoltre, con i nuovi ordini prossimi allo stallo nel mese corrente e le aziende che segnalano un minor ottimismo sull’outlook, manca lo slancio per l’inizio del 2019, a detta di Phil Smith, Principal Economist di IHS Markit. Questa situazione è in netto contrasto con lo stesso periodo del 2017.

IL COMMENTO DI SMITH

“I timori su un’economia vicina al surriscaldamento sono stati rimpiazzati dalle preoccupazioni riguardo le incertezze politiche, la guerra commerciale tra Usa e Cina e l’industria automobilistica in difficoltà”, ha commentato Phil Smith. L’indice sull’occupazione ha fatto meglio, registrando a dicembre un altro ciclo di creazione di posti di lavoro per il manifatturiero e per i servizi. Tuttavia, “con le aziende che stanno consumando gli ordini inevasi a un ritmo più veloce, si stima un nuovo rallentamento nelle assunzioni”, ha concluso Smith.

LO SCENARIO PER L’ECONOMIA TEDESCA

Secondo Williamson, l’economia tedesca crescerà dello 0,2% nell’ultimo trimestre dopo una contrazione nel periodo luglio-settembre. “Il rischio di una recessione è aumentato, ma non la vediamo ancora nelle nostre proiezioni”, ha avvertito Williamson. Così l’indice preliminare composito dei direttori acquisto della zona è sceso a 51,3, il minimo da novembre 2014, da una lettura di 52,7, ben al di sotto delle aspettative a 52,8.

Più nel dettaglio, il Pmi dei servizi è sceso a 51,4 da 53,4 di novembre, sotto le previsioni. In frenata anche per il manifatturiero con l’indice sceso a 51,4 da 51,8 di novembre, anche in questo caso sotto le stime a 51,9. “Il Pmi segnala che l’economia del blocco si espanderà dello 0,2-0,3% questo trimestre e probabilmente più in direzione della parte bassa”, ha concluso Williamson.

(estratto di un articolo di Mf/Milano Finanza; la versione integrale si può leggere qui)

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