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La sceneggiata di Biden sui vaccini

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Il tema di togliere la protezione dei brevetti ai vaccini proposto da Joe Biden è senza dubbio un aspetto eticamente esaltante, specie per una società della fuffa politicamente corretta come la nostra, ma in termini di execution è, appunto, fuffa in purezza. Il Cameo di Riccardo Ruggeri, fondatore di Zafferanonews

 

Invito i lettori a considerare questo Cameo un divertissement. Non c’è nulla di più divertente della politica alta, quella di respiro etico-morale, a costo zero.

Il tema di togliere la protezione dei brevetti ai vaccini proposto da Joe Biden è senza dubbio un aspetto eticamente esaltante, specie per una società della fuffa politicamente corretta come la nostra, ma in termini di execution è, appunto, fuffa in purezza, roba da talk show di prima serata.

Togliere la protezione brevetti su Pfizer e Moderna è inutile, perché i due vaccini americani non sono utilizzabili al di fuori di paesi tecnologicamente avanzati, come Europa e Usa. Necessitano infatti di una sofisticata catena del freddo a meno 80 gradi (sic!) che pochi paesi al mondo possiedono. Quindi i due vaccini americani premium, concepiti e destinati ai “ricchi del mondo”, restano fuori da ogni disegno mondialista. E Biden lo sa.

Poi sa benissimo che la vita vera è dominata, non dai sogni o dagli obiettivi, ma dalla banale execution. Vaccinare 7,5 miliardi di persone in 200 Paesi, in modo tale da avere un’immunità di gregge a livello mondo, e ripeterlo per le varianti, è una proposta fuori dalla realtà. Così come sa benissimo che la proposta della rimozione delle protezioni giuridiche dei vaccini richiederebbe tempi incompatibili con le necessità che lui stesso ha avanzato. Sul fatto che questo costituisca un pericoloso precedente oltretutto è evidente, quindi i tempi si dilaterebbero ancora di più. Il problema non sono le Big Pharma, usate come le streghe del Seicento per concentrare su di loro tutto l’odio degli sprovveduti. Queste sui principi non molleranno mai, mentre sulla formula ci sarà disponibilità, specie se gli pagheranno royalty anche formali.

Il problema è un altro: i tempi di implementazione. Pare che solo in sede WTO (burocrazia) ci vogliano un paio d’anni, sia per l’approccio consensuale previsto dai protocolli, sia per la complessità tecnico giuridica del problema. Poi c’è l’aspetto industrial-logistico-medico: gli investimenti sui “colli di bottiglia”, sul macchinario a lungo approvvigionamento, sui controlli di qualità (chi garantisce che il vaccino sia fatto correttamente, secondo la formula?), sulla costruzione di nuovi vaccini per le varianti (chi si metterà a studiarli? e con quali fondi?). Sempre tenendo fuori i due “vaccini premium” americani, per oggettive carenze logistiche di applicabilità. Ripeto è ridicolo pensare a una catena del freddo a meno 80 gradi, per esempio, in un subcontinente come l’India, himalaiano al Nord, tropicale al Sud.

Chi si occupa di geopolitica ha subito capito che quella di Biden non è stata una “gaffe etica”, che sarebbe comunque curiosa per un presidente che finora non ha voluto dare all’estero un solo vaccino (un “America first” il suo molto più radicale di quello del “cattivo” Donald Trump), ma un disegno politico: aiutare l’India dal cadere sotto il tallone cinese, usando anche il vaccino come arma. In questo senso ha avuto l’immediata solidarietà della Russia di Vladimir Putin e la freddezza della Germania di Angela Merkel, il cui conto economico e stato patrimoniale è dipendente da Xi Jinping. Quindi il problema vaccini, secondo la nuova dottrina Usa, non riguarda tanto il mondo, quanto l’India, baluardo anti Cina.

Brillante Mario Draghi che si è inventato una geniale exit strategy comunicazionale all’italiana (“il vaccino è un bene comune”) politicamente corretta, ma che in termini di execution non dice nulla e non ci impegna. Anche l’acqua fresca è un bene comune, che vuol dire? Comunque bene così, da quando c’è Draghi l’Italia non è più l’asino dietro la lavagna rimastoci per trent’anni.

Che succederà? Come fa capire Angela Merkel, il modello Biden si sgonfierà presto. L’Occidente e la Russia di Putin doneranno all’India, in termini anti Cina, la formula di qualche vaccino convenzionale per i poveracci a zero royalties. Visto che le capacità industrial-produttive l’India le ha già, probabilmente potrebbe diventare fornitore dei paesi poveri e fare pure business. La Cina si occuperà dell’Africa visto che è già un suo protettorato, vaccinando le sole classi dominanti. I “ricchi del mondo” si continueranno, serenamente, a vaccinare con Pfizer e Moderna.

E tutti, vaccinati e rivaccinati, vivremo felici e contenti, nei secoli dei secoli. Prosit!

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