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La Russa non russa su Meloni al Quirinale

Parole e pensieri del presidente del Senato, Ignazio La Russa, durante la cerimonia del Ventaglio dell'Associazione Stampa Parlamentare.

L’altro ieri Lorenzo Fontana e ieri Ignazio La Russa, rispettivamente presidenti di Camera e Senato, durante la cerimonia del Ventaglio dell’Associazione Stampa Parlamentare, come era inevitabile che fosse, hanno risposto alle domande dei cronisti che certamente non può essere un tabù avere sul Colle una personalità espressa dal centrodestra.

La Russa, con un tocco più politico rispetto al leghista molto istituzionale Fontana, tratto da lui sempre rivendicato, poiché anche cofondatore di FdI, inevitabilmente ha risposto in particolare sulla possibilità che la prossima inquilina del Colle sia la stessa premier Giorgia Meloni. “Lei neppure ci pensa”, premette il presidente di Palazzo Madama, ma non ha dubbi nel dire che, a suo avviso, Meloni in quel ruolo sarebbe molto gradita “anche da elettori di centrosinistra”, per come lo saprebbe esercitare. La seconda carica dello Stato ricorda che tra gli ex Msi poi An con la Svolta di Fiuggi ci sono già stati più di trent’anni fa “Pinuccio Tatarella vicepremier e Mirko Tremagia, l’ex ‘ragazzo di Salò’ ministro”.

Ma la cerimonia del Ventaglio al Senato è anche segnata dall’inizio di una mediazione nel centrodestra sul nodo della presentazione dell’emendamento relativo alle preferenze nella legge elettorale già bocciate alla Camera. Forza Italia attraverso il leader Antonio Tajani, non senza tensioni interne, sembra mostrare aperture. E la chiave su come arrivare alla soluzione la dà proprio La Russa durante l’incontro con i cronisti parlamentari: dichiarare “non proponibile, al di là di come io la pensi nel merito”, l’altro emendamento, relativo a un diverso provvedimento, sulle intercettazioni, che vede FI fermamente contraria. A quel punto potrebbe cadere la contrarietà degli azzurri alle preferenze, magari introducendo tutte le opportune mediazioni anche sull’altetnsnza di genere?

Tajani si dice fiducioso che il centrodestra anche stavolta troverà la quadra. Il segretario azzurro, vicepremier e ministro degli Esteri si mostra convinto che “con spirito costruttivo e positivo anche stavolta il centrodestra raggiungerà un accordo”.

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