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Israele vaccinato, Astrazeneca vivisezionata, aumenti statali, Visco positivo e Zaniolo brandizzato

di

arnese

Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. I tweet di Michele Arnese non solo su Astrazeneca

 

COME VA LA DISTRIBUZIONE DEI VACCINI IN ISRAELE E IN ITALIA

 

I PROBLEMI DI ASTRAZENECA

 

LA SOLUZIONE DI RENZI: CONTE KAPUTT

 

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SUK

 

SIGH

 

IL RICHIAMO DEL COLLE

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LA CENTRALITA’ DEI BANCHIERI CENTRALI

 

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CINESERIE

 

MARINA O MARTA?…

 

ZANIOLO E VELTRONI

 

VISCO MOLTO POSITIVO

 

AUGURONI

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BREVE ESTRATTO DELL’INTERVISTA DI MAGRINI (AIFA) SUL VACCINO ASTRAZENECA E NON SOLO:

Nicola Magrini è il direttore dell’Aifa. L’Agenzia italiana del farmaco dovrà decidere come scaglionare e a chi assegnare i vaccini in Italia. Come sarà l’anno nuovo? «Sicuramente migliore del vecchio. Abbiamo girato pagina». Avremo abbastanza vaccini? «Il 6 gennaio aspettiamo Moderna. I suoi test hanno portato dati ottimi». Ma darà solo 160 milioni di dosi. «Le disponibilità maggiori erano attese da tre ditte. Sanofi ha posposto i risultati e arriverà dopo l’estate. Johnson&Johnson è attesa per fine marzo. AstraZeneca sembrava essere in anticipo, ma ha incontrato alcune difficoltà, imputabili solo a lei, che l’hanno rallentata. L’Agenzia europea dei medicinali, l’Ema, ha ricevuto i suoi dati, ma avrà bisogno di almeno tre settimane per valutarli. Servirà cautela nella loro analisi». Quali sono i problemi? «I risultati sono in parte incoerenti. Un piccolo sottogruppo di 1.400 volontari ha ricevuto mezza dose e ha registrato un’efficacia maggiore rispetto alla dose intera. Ma poi la Gran Bretagna, che ha già approvato il vaccino, ha scelto di somministrare la dose intera. Perché? Nei risultati pubblicati sulla rivista Lancet, poi, compaiono due eventi avversi di mielite, un disturbo neurologico. Dobbiamo vederci chiaro e valutare bene rischi e benefici. Potrebbe aprirsi un dilemma etico non indifferente». Quale? «L’Ema ha il compito di autorizzare un vaccino. Ma a noi dell’Aifa spetta decidere a chi assegnare il vaccino di AstraZeneca oppure gli altri due di Pfizer e Moderna. Dovremo stabilire a chi destinare ciascun prodotto, e non sarà facile, di fronte a valori di efficacia potenzialmente diversi. A fine gennaio, quando arriverà la valutazione dell’Ema, dovremo riflettere bene, anche in base all’andamento dell’epidemia e a quanta urgenza avremo di abbassare il numero di morti e contagi, su come rendere disponibili i vari vaccini». Un cittadino potrà scegliere? «Tenderei a escluderlo. Per questo dobbiamo essere cauti nel valutare a quali categorie assegnare ciascun vaccino. Gli inglesi hanno seguito la linea opposta: agire presto prima di tutto. È una scelta problematica, come quella di posporre la seconda dose per dare precedenza a chi ancora non ha ricevuto la prima» .

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