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Tutti i legami fra Ior e Argentina

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Considerazioni a margine del nuovo statuto dello Ior. L’approfondimento della vaticanista Maria Antonietta Calabrò tratto dal suo blog

Ci sono due modi di leggere il nuovo Statuto dello Ior, promulgato da Papa Francesco sabato 11 agosto. Il primo, e più ovvio, è comprendere l’architettura legale che emerge dal testo e che in gran parte è la sistematizzazione di cambiamenti avvenuti a partire dal 2013. L’istituzionalizzazione ad esempio del revisore esterno (cancellando il collegio sindacale di tre) visto che lo Ior, questa è stata la spiegazione, non è una banca. Ma il revisore esterno c’è sempre stato, i bilanci sono stati certificati da decenni (lo ha fatto Deloitte e prima ancora Coopers and Lybrands).

C’è poi da considerare che la figura del prelato dello Ior diventa obbligatoria, attento all’applicazione delle norme etiche degli investimenti, mentre l’istituto e suoi dipendenti saranno soggetti anche alle norme di diritto canonico.

Nel chirografo papale infine l’istituto viene definito come Istituto per le opere “di religione e di carità” , disegnato a immagine del pontificato della Misericordia. Soprattutto si rafforza la figura del Direttore (che si chiamerà generale, secondo la dizione comune del diritto societario) visto che la sua nomina potrà essere a tempo indeterminato, con il limite dei 70 anni di età (che si può ritener congrua per un amministratore operativo) e potrà avere un vice che però nel Chirografo papale risulta essere solo “eventuale” (anche per evitare la creazione di diarchie, snellire la catena di comando e la struttura dei costi). Inoltre il nuovo regime di esclusiva professionale per tutti i dipendenti, metterà al riparo da conflitti di interesse. Il Dg, in caso di nomina a tempo determinato, può essere rinnovato una sola volta.

Proprio queste caratteristiche del Dg, ci permettono di passare al secondo piano di lettura del nuovo Statuto dello Ior. Esse calzano a pennello con la figura dell’attuale Direttore, Gian Franco Mammì, una lunga carriera interna (dal 1992) nominato da Papa Francesco nel 2015, a 59 anni, con una comunicazione diretta del Pontefice che si recò nel Consiglio d’amministrazione dello Ior. In base alle nuove norme che dureranno ad experimentum per due anni, Mammì potrà essere rinnovato (è nel suo quarto anno di mandato su cinque) e potrà rimanere vertice fino ai suoi 70 anni. Mammì, calabrese di Siderno infatti gode della più totale fiducia di Francesco che lo ha conosciuto quando era a Buenos Aires.

Lo Ior ha sempre avuto uno stretto legame con l’Argentina: aiutò nella sistemazione dei problemi finanziari della Diocesi che portato fino all’arresto dell’allora segretario del cardinale Quarracino (coinvolto nello scandalo dei banchieri Trusso, il cui capostipite era stato nominato da Roberto Calvi capo dell’Ambrosiano di Argentina). In particolare Francesco ha apprezzato Mammì nel corso degli anni in cui è stato cardinale di Buenos Aires (1998- 2013) quando Mammì gestiva le successioni di beni in favore dello IOR.

Qualcuno si è chiesto perché la pubblicazione del nuovo statuto è avvenuta in pieno agosto. Le nuove norme sono state approvate dalla Commissione cardinalizia di controllo il 28 giugno, e il Papa (in vacanza a luglio) le ha firmate l’8 agosto. Esse adesso sono in vigore e sarà possibile presto rinnovare la cariche. Il Presidente, il francese Jean Baptist de Fransuu ha compiuto il suo mandato quinquennale il 7 luglio, e bisognerà nominare almeno un altro componente del board: in carica sono in sei, il nuovo statuto ne prevede 7 ( annotare che dal 2014 non è presente nel board nessun italiano).

Un consiglio di sovrintendenza, cioè il consiglio d’amministrazione o board, composto da 7 membri e non 5 (come prevedeva lo Statuto del 1990), rende le maggioranze necessarie per governare la cosiddetta “banca vaticana” più condivise e blindate. Anche la Commissione cardinalizia potrebbe essere almeno parzialmente rinnovata. E se una conferma della presenza del Cardinale segretario di Stato Pietro Parolin è assolutamente scontata, potrebbe entrare il cardinale Camerlengo, cioè quello che regge la Sede Vacante in vista del futuro Conclave. Si tratta di una figura che normalmente siede nella Commissione sullo IOR, il Camerlengo oggi è l’americano Kevin Joseph Farrell.

I membri della Commissione rimarranno in carica per cinque anni e potranno essere rinnovati una sola volta. Anche il Prelato (in carica dal giugno 2013, monsignor Battista Ricca) sarà in carica per cinque anni e potrà essere rinnovato una sola volta.

In conclusione, il nuovo Statuto stabilisce le regole per le nuove nomine. E la sua approvazione vuol dire che esse potrebbero essere imminenti, nella cornice generale del nuovo assetto del Consiglio dell’Economia, il cui prefetto cardinale George Pell dopo circa due anni di sospensione (per il processo per pedofilia in Australia in cui è stato condannato a sei anni di carcere, e per cui si attende nei prossimi giorni l’esito del processo d’appello) ha cessato l’incarico nel febbraio 2019.

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