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Il virus della Cina contagia anche i mercati. Numeri e analisi

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Il timore per l’espansione del contagio del coronavirus dalla Cina centrale verso altri Paesi sta influenzando i listini europei e i prezzi dei titoli di Stato americani. Tutti i dettagli sui riflessi economici e finanziari del virus che in Cina ha causato già morti

Ci sono nuovi 77 casi in Cina di persone contagiate dal nuovo virus che ha già causato sei morti, portando a 291 il totale. Lo riferiscono le autorità sanitarie cinesi. E mentre il timore per l’espansione del morbo verso altri Paesi contagia i listini europei, con una seduta in calo, arriva la notizia che in Cina sarebbero stati colpiti anche 14 operatori sanitari. Fatto questo che preoccupa molto, spiegano gli esperti, per il rischio che si possano determinare epidemie negli ospedali, come già si verificò nel 2002-2003 per la Sars.

L’IMPATTO SUI LISTINI EUROPEI

Il timore per l’espansione del contagio del coronavirus dalla Cina centrale verso altri Paesi sta influenzando i listini europei che proseguono la seduta in netto calo ed i futures statunitensi in negativo. I comparti azionari sotto pressione sono quelli del lusso, energia e beni di prima necessità, con gli analisti finanziari che temono un impatto sui consumi domestici. Mentre nella piazza finanziaria cinese sono in spolvero le azioni di alcune case farmaceutiche (qui i dettagli nell’articolo di Start).

COSA SUCCEDE AI TITOLI DI STATO USA

I prezzi dei titoli di Stato americani sono in rialzo a causa dei timori legati alla diffusione di un virus in Cina e dopo che Moody’s ha tagliato il proprio rating su Hong Kong. L’agenzia ha tagliato il proprio rating sul centro finanziario asiatico ad ‘Aa3′ a causa delle preoccupazioni legate alla gestione delle manifestazioni pro-democrazia. Fitch aveva gia’ abbassato il proprio rating su Hong Kong a settembre. Il decennale americano vede rendimenti – che si muovono inversamente ai prezzi – scendere all’1,792% dall’1,835%; mentre i rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo all’1,556% dall’1,559%. Questo l’andamento delle altre scadenze: Titolo a 2 anni, rendimenti in ribasso all’1,539%. Titoli a 5 anni, rendimenti in diminuzione all’1,591%. Titoli a 30 anni, rendimenti scendono all’2,253%.

IL COMMENTO DELL’ANALISTA

“Un’epidemia può pesare sicuramente sull’economia del turismo, sui viaggi e in generale sulla fiducia dei consumatori”, spiega Giuseppe Sersale di Anthilia Capital Partners. Nel suo approfondimento sul mercato azionario italiano, Equita spiega che tra i titoli italiani più esposti alla Cina ci sono quelli del lusso, St (circa un terzo del fatturato), Brembo (12% del fatturato) e Pirelli (circa 10% del fatturato). Tra i titoli europei, invece, sono citati Infineon, Seb, Danone, Henkel, Dsm e Ingenico. Come per la Sars, che fece 800 vittime nel mondo, preoccupa la capacità di trasmissione da uomo a uomo: uno stop al turismo cinese potrebbe intaccare le vendite al dettaglio di diversi brand della moda.

CHE COSA DICE IL REPORT DI EQUITA

I cinesi, spiega Equita, “rappresentano il 35% dello spending di lusso, di cui circa due terzi fuori dalla Cina. Il timore di contrarre la malattia potrebbe ridurre la propensione ai viaggi e impattare sul mood di spesa nella regione, come già riflesso dai titoli di settore, in calo del 2-3%”. L’esposizione dei players del settore è piuttosto omogenea, circa il 33-35% del fatturato, fatta eccezione per Brunello Cucinelli (12%) e Burberry (vicina al 40%).

LE RACCOMANDAZIONI DEL MINISTERO ITALIANO DELLA SALUTE

“Valutate l’opportunità di rimandare viaggi non necessari”, o comunque “vaccinatevi contro l’influenza almeno due settimane prima del viaggio”. Sono alcune delle raccomandazioni che il ministero della Salute rivolge “ai viaggiatori internazionali diretti a o di ritorno da Wuhan, Cina”, attraverso le locandine sulla “polmonite da nuovo coronavirus” esposte a Milano Malpensa e Roma Fiumicino, aeroporti internazionali con voli da e per il Paese asiatico. “Nella città di Wuhan, Cina, è in corso un’epidemia di polmonite – recitano i cartelli, in italiano e in inglese – Attualmente è stata identificata la causa in un nuovo coronavirus 2019-nCoV; non si conoscono le modalità di trasmissione; i sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola e difficoltà respiratorie”. “Prima di partire – si consiglia – consultate il vostro medico curante per essere informati sulle misure di igiene da applicare per prevenire le malattie respiratorie e vaccinatevi contro l’influenza almeno due settimane prima del viaggio; valutate l’opportunità di rimandare viaggi non necessari. Al vostro arrivo applicare misure igieniche (lavate frequentemente le mani con acqua e sapone, coprite la bocca e il naso con un fazzoletto – non con le mani – quando starnutite o tossite)”.

Ancora, sempre una volta arrivati in aree a rischio, “evitate il contatto con persone affette da malattie respiratorie; evitate luoghi affollati, in particolare mercati del pesce e di animali vivi; evitate di toccare animali e prodotti di origine animale non cotti; rivolgetevi a un medico o a una struttura sanitaria qualora compaiano sintomi di infezione respiratoria (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie); non mettetevi in viaggio se siete malati. Per qualsiasi necessità contattare la vostra Ambasciata o il vostro Consolato”, si raccomanda ancora nelle locandine. “Al vostro ritorno in Italia, se nelle due settimane successive al vostro ritorno si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie), a scopo precauzionale – suggerisce infine il ministero della Salute – contattate il vostro medico di fiducia, riferendo del vostro recente viaggio”.

(articolo aggiornato alle ore 15)

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