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Il mio ricordo del presidente tunisino Essebsi

di

Essebsi

Il post di Paola Sacchi, già inviata di politica a L’Unità e a Panorama

Il presidente Beij Caid Essebsi, nel 2016, quando era già alla soglia dei 90 anni, ebbi modo di conoscerlo, seppur per una fugace stretta di mano e un suo tranquillo sorriso, quando la Tunisia aveva da poco subìto l’attacco terroristico del Bardo e ripiombò in un clima grave di scontri sociali.

In quel bello e come “cinematografico” Palazzo di Cartagine, con stucchi e marmo bianco di Carrara, di fronte allo scenario del Mediterraneo, e con sullo sfondo quel luogo che risuona sempre del monito “Cartago delenda est” (che Craxi nella metafora applicava alla sua sorte), il Presidente Essebsi riuscì a trovare in un giorno molto difficile per la Tunisia una “finestra” nella quale ricevere Stefania Craxi, in ricordo del padre di lei, lo statista socialista, “amico della Tunisia”, del suo sviluppo economico. ”

Un grande uomo, tuo padre, cara Stefania”, le disse il presidente Essebsi, la cui mano solida, dalla forza tranquilla, strinse la nostra di cronisti, con l’energia e il sorriso anche più giovane di un quasi novantenne. Immaginare dalla bellezza dell’architettura e gli stucchi, i cristalli di Murano e ancora il marmo bianco di Carrara, qual è lo scenario del palazzo presidenziale di Tunisi-Cartagine (quasi da set cinematografico nell’immaginazione) di trovarsi al crocevia del Mediterraneo, con al primo posto il dramma dell’immigrazione, facile non è.

Ma quel giorno del gennaio 2016, in concomitanza con l’anniversario della morte in esilio di Craxi, il quasi novantenne presidente Essebsi dava l’immagine di una rocciosa saggezza, quasi indiretta, al di là della sua volontà, lezione per l’Italia sulla sorte di Craxi.

Ricorda, commossa, l’allievo di Bourghiba, padre della Tunisia moderna, che introdusse il divorzio prima che da noi, Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia, vicepresidente della commissione Esteri di Palazzo Madama: “La Tunisia piange la scomparsa di un grande presidente e di un grande uomo di cui si sentirà la mancanza ben oltre i suoi confini. La comunità internazionale perde un grande leader che ha saputo guidare con saggezza e lungimiranza il suo popolo in anni difficili, un padre della patria che ha interpretato e guidato con equilibrio e giudizio, politico e umano, i postumi non facili della ‘rivoluzione dei gelsomini’.

Aggiunge la Craxi: “Probabilmente, senza la sua presidenza, la transizione tunisina cui tutto il mondo guarda come un esempio, non sarebbe stata possibile in questi modi e in queste forme, considerato il corollario di prove, dalla sfida della democrazia a quella terroristica passando per le difficoltà di ordine economico-sociale, che in questi anni quel popolo e quella terra ha dovuto e saputo affrontare e superare”. Per la senatrice di Fi, vicepresidente della commissione Esteri, Stefania Craxi, “questa è una pagina di lutto. Piango un ‘fratello’, una persona che mi ha fatto dono della sua amicizia e della sua vicinanza; vicinanza che non ha mai fatto mancare in ogni occasione e momento. Non posso quindi che unirmi al dolore di un popolo e di un Paese, a quello della sua famiglia, dei suoi amici e dei suoi compagni di lotta.”

Il presidente Essebsi è morto in quello stesso Hopital Militaire di Tunisi che dette le sue ultime cure allo statista socialista Craxi il meglio che la Tunisia potesse offrire a colui che il Presidente Essebsi definì con Stefania: “Tuo padre, un grande uomo”.

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