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Il Foglio di Cerasa coccola i sogni centristi di Salis, Brunetta, Gabriella, Ruffini, Picierno e non solo (anche di Tajani?)

Elezioni in arrivo, sogno centrista che risorge. Il mirabile esempio del quotidiano Il Foglio. Il corsivo di Battista Falconi

Il Foglio, si sa, è il giornale dei fenomeni che sono bravi ma devono sempre confermarlo. Merita quindi dargli un’occhiata per capire dove tira quella certa aria, né di destra né di sinistra. Specialmente nel week end e il lunedì, quando valorizza ancor più le sue paginate di commenti. Il lenzuolone illeggibile è un marchio di fabbrica del giornale, un’estetica per cui persino le interviste sono a colonna di piombo: “vuoi proprio leggerci, fai la fatica necessaria, impegnati, dimostra di esserne degno”. L’altra cifra distintiva è il titolo asemico che promette tutto e il suo contrario, tipo “Il wokismo buono contro gli estremismi del presente”.

Oggi il quotidiano ferrarese e ciliegino spara in prima Silvia Salis, la Salis buona della sinistra, che da sindaco di Genova tuona contro il “disastro sicurezza” del governo. Che, ne abbiamo già accennato, significa mettere il dito nella piaga di un esecutivo conservatore con componenti pistolere, che da un lato propone e delibera sempre nuove leggi repressive e dall’altro deve far vedere che servono e quindi non funzionano. È in quest’ossimoro che sguazzano le opposizioni quando parlano di “sicurezza flop”.

Di spazio ce n’è. La piazza con frangia violenta di Milano e Torino da un lato, dall’altro la povera ragazzina massacrata a Nizza Monferrato, con dichiarazioni inevitabilmente insensate del giovanissimo assassino, “l’ho presa a pugni non so perché”, e conseguente profluvio di commenti ed eziologie… Ma lo spazio che più interessa a Foglio e Salis è un altro e sta fra Forza Italia e Pd riformista, è quello di un futuro governo con un pochino di destra ripulita e molto centro ragionevole. Quello che Picierno e i riformisti dem ufficiali perseguono, ormai apertamente, contro Elly Schlein. Quello per il quale pare si candidi l’ex superpoliziotto Gabrielli, successore dell’ex riscossore fiscale Ruffini (c’è una certa continuità), che attacca Crosetto, “la divisa va difesa da chi fa propaganda sulla pelle degli agenti”, in quanto – spiega lui stesso – “profondamente offeso dalle parole di un parlamentare della tua maggioranza che mi liquida come un ciarlatano. A me che già a 12 anni volevo fare il poliziotto!”.

Questo centrone vorrebbe insomma sicurezza, ordine e legge ma anche tolleranza, libertà e comprensione. Sciuscià e sciurbì, direbbero nella Genova salisiana. Sempre sul Foglio troviamo poi un altro endorsement, imperdibile per originalità, di Brunetta: “All’Ue serve Draghi”. I leader europei si stanno in effetti per riunire ad Alden Biesen proprio sui rapporti di Draghi (competitività) e Letta (Mercato unico), molto citati ma finora poco applicati. E poi ci sono Tajani, Calenda sempre pronto ad andare dove abbia occasione di apparire il più intelligente (Foglio style) e Lupi, che però è una brava persona e rimane fedele a Meloni.

Lo scriveva l’Unità nei giorni scorsi, è una “Nostalgia canaglia”. Alla fin fine si spera sempre in un bel partitino cattolico, una Dc anche piccina, una balenina, purché bianca. Anche se la Chiesa è in crisi nera, nessuno va a Messa, i preti si spretano, i cattolici fanno il belino che gli pare (sempre per dirla alla Salis), i vescovi lo stesso, si avvicinano le elezioni e la destra meloniana non piace più come prima, se ne vorrebbe una più elegante, che non censuri e non punti allo “Stato autoritario”.

Verrebbe da ridere, almeno da sorridere amaramente. Ma questi impercettibili movimenti nel microcosmo centrista potrebbero produrre effetti valanga e farfalla quanto quelli, più illuminati mediaticamente, che si agitano a destra con le vannacciate.

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