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Il 2019 sarà l’anno della Nato per il Kosovo?

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L’articolo di Domenico Letizia

 

Il 2019 sarà per il Kosovo “l’anno della Nato”. Questa è la notizia, riportata da Agenzia Nova, annunciata dal presidente Hashim Thaci. “Quest’anno segna il 20mo anniversario dell’intervento umanitario della Nato in Kosovo; un intervento che ha avuto luogo dopo i massacri, la pulizia etnica e i crimini perpetrati dalla forze serbe a danno della popolazione civile in Kosovo, e dopo il fallimento dell’impegno della diplomazia globale nel trovare una soluzione pacifica per il Kosovo”, ha dichiarato Thaci annunciando la decisione.

Il 24 marzo 1999 le Forze aeree della Nato diedero vita ad una campagna di bombardamenti sulla Serbia, durata 78 giorni, per porre fine al conflitto tra le parti. “Il popolo del Kosovo rimarrà eternamente grato agli Stati membri della Nato per il loro sostegno”, ha ribadito Thaci. Accanto al protagonismo balcanico dell’Albania, il 2019 vede il Kosovo al centro del dibattito nella regione.

Inoltre, il recente voto del Parlamento di Pristina, che ha agitato Russia e Serbia, sulla creazione dell’esercito, “è storico per il Kosovo”, come pubblicamente affermato dall’ambasciatore statunitense a Pristina, Philip Kosnett. “Gli Stati Uniti sosterranno lo sviluppo professionale e l’evoluzione organizzativa delle Forze di sicurezza kosovare, che deve svolgere un ruolo positivo per il Kosovo e per la regione, riflettendo il carattere multietnico del paese e la dedizione del popolo del Kosovo alla pace”, ribadisce l’ambasciatore. Un processo di costruzione sociale che deve guardare alle procedure giuridiche occidentali e ai valori democratici tipici dell’Europa. A tal riguardo sono significative le parole dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia, Alma Lama, che in una recente intervista ha affermato: “Il Kosovo ha continuato il processo di trasformazione istituzionale attraverso la legge. La trasformazione sarà lunga e in cooperazione con la Nato. L’esercito del Kosovo servirà a proteggere l’integrità territoriale del Kosovo, in collaborazione con la Kfor, ed è interessato a dare il suo contributo anche ad altri Paesi del mondo, in cui vi sono guerre e conflitti, come forza di pace. Nessuno dovrebbe aspettarsi dalla Serbia che sia soddisfatta di questo sviluppo, in quanto utilizza tutti i mezzi per impedire il progresso e il rafforzamento dello Stato del Kosovo”.

Il Kosovo, anche dopo l’ufficializzazione dell’esercito nazionale, guarda con sempre maggior apertura all’Occidente, al mondo europeo e ai protagonisti della Nato. Su tale aspetto sono emblematiche le parole dell’Ambasciatore Lama “La nostra identità è europea e ha dalle radici. I giovani del Kosovo sono europei e tutti aspirano ad essere parte dell’Unione Europea. Vorremmo entrare nell’Ue come valore e non come un peso”.

Anche l’Ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata lavora per le intensificazioni dei rapporti tra i due paesi. Grazie alla sua azione le relazioni amichevoli tra Kosovo e Italia si sono sviluppate notevolmente e ci sono stati frequenti incontri tra i Governi e i parlamentari, una nutrita partecipazione a varie conferenze su argomenti per gli sviluppi globali, ma soprattutto, un interesse allo sviluppo e all’integrazione della Regione balcanica nell’Unione Europea.

Dall’aprile 2016, i rapporti con la comunità europea sono stabili e solidi, dopo l’entrata in vigore dell’Accordo di Stabilizzazione e Associazione con l’Unione europea, ovvero, la prima relazione contrattuale tra Kosovo e Ue, e prevede che tutti i prodotti agricoli ed industriali kosovari possano essere esportati nell’Unione europea senza dazi doganali. Inoltre, Kosovo e Montenegro hanno raggiunto un accordo per mettere fine a una disputa territoriale nel tentativo di agevolare il loro avvicinamento alle istituzioni europee.

La giovane Repubblica è al momento riconosciuta da più di 100 Stati, tra cui l’Italia (dal 21 febbraio 2008). Il progressivo consolidamento della legittimazione internazionale è stato sancito da vari riconoscimenti e dall’ottenimento della membership in seno ad alcune istituzioni finanziarie internazionali quali la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo. Il Paese, tuttavia, non ha ancora acquisito lo status di membro delle Nazioni Unite anche a causa del veto russo in seno al Consiglio di Sicurezza. Tra gli altri Stati che ancora non riconoscono il Kosovo figurano la Serbia, la Federazione Russa, alcuni paesi dell’Unione Europa e la Repubblica Popolare Cinese

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