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I balletti mascherati degli alunni a scuola. Quando finirà questo teatrino?

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Tutte le bizzarrie tra centri estivi aperti, scuola chiusa, regole balzane e molto altro. Il post di Diana Zuncheddu

 

Allora. Gli ospedali sono vuoti. I centri estivi pieni e le scuole chiuse, da metà febbraio. C’est l’Italie.

A settembre impongono che nelle classi ci sia un metro tra bambini, da 6 anni ai 18, e si discute se statico o dinamico.

Ancora non si sa se in classe ci dovranno essere le mascherine, e per quanto tempo.

I presidi impazziscono a smembrare classi tipo Tetris, a turno o sempre gli stessi due gruppi? Il ministero preferisce gli stessi gruppi. I bambini e tutti gli altri preferirebbero a turno. Pensa se capiti nel gruppo sfigato e te lo tieni tutto l’anno.

I ragazzi mangeranno alle 14 – dalle 8 che inizia la scuola – perché devono andare in mensa a turno.

Domanda facile: non si poteva dire che si riaprono le scuole, anche il 1 di settembre così si comincia a recuperare un po’ di tempo perso durante il Covid, e se proprio si riempissero gli ospedali di nuovo, si fa un altro lockdown? Sic et simpliciter.

O davvero qualcuno crede che le mascherine e un metro di distanza (statico, perché quando si muovono sanno tutti che il metro dinamico non ci sarà) salveranno bambini e famiglie da eventuali contagi, focolai, eccetera?

Perché preparatevi che ci saranno tantissime più assenze, tra docenti e personale ausiliario: al primo starnuto staranno a casa, dice qualcuno di ben informato.

Qualcuno crede che un bambino di 8 anni, per non dire di 6, starà a distanza dai suoi compagni? Qualcuno crede che terrá su la mascherina per ore?

Qualcuno crede che possiamo fermare un virus usando di più la bicicletta, meno la metro, con una mascherina e usando orridi acidi e probabilmente per niente alcolici disinfettanti, ogni volta che si entra in un posto chiuso?

Durante il Covid ho avuto esperienza di un’ambulanza che doveva arrivare a casa. Tralascio i dettagli, ma non ci si é risparmiati più di tanto.

Il medico che é salita in casa era bardata che nemmeno Neil Armstrong.

Vuole dell’acqua?

No grazie, fa la signora, sudata e educatissima.

Ma ce la fa a respirare lì sotto?

Si sì, a fatica ma si riesce. Sa, la cosa più fastidiosa sono le tre paia di guanti.

Aha. Tre? Perché tre?

Si sa mai.

Aha. Ma posso chiederle una cosa, capisco la tuta da palombaro, capisco la mascherina e la visiera, e forse le tre paia di guanti. Ma perché la retina nei capelli?

Non lo sa signora? Il virus si annida anche tra i capelli.

Cioè stiamo cercando di bloccare un virus così, con un metro statico di distanza tra bambini di 8 anni che si sono visti al parco fino a ieri, molto assembrati, o che sono stati al centro estivo strapieno e molto pagato fino a ieri, molto assembrati. Ma le scuole chiuse. O riaperte con queste imposizioni comiche, tragiche, vedete voi.

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