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Manca solo un punto al piano di Trump sull’Ucraina

Fatti e scenari sulla guerra Russia-Ucraina dopo il piano di Trump. Il Cameo di Ruggeri.

Da scenarista, considero terminata la Guerra ucraina, nel momento in cui Trump ha presentato il suo Piano. Conoscendo la sua tecnica negoziale da immobiliarista newyorchese, sono certo che alcuni punti saranno cambiati, per dare soddisfazioni alle due parti per loro esigenze di politica interna. Ma Trump e l’America sono ormai psicologicamente fuori dalla Guerra ucraina, su UE non mi esprimo, non avendo capito qual è il suo punto di caduta.

Guerra terminata perché, dopo quattro anni (durata della Seconda Guerra mondiale, sic!) era finito il tempo delle chiacchiere e dell’ideologia, era arrivato il tempo delle decisioni che, formalmente, spettano esclusivamente ai due contendenti, Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, ma fondamentale era capire il punto di caduta dell’America.

Nel grande gioco della vita siamo arrivati al momento in cui i croupier dicono “les jeux sont faits!” e la pallina comincia a girare, girare. So perfettamente che Trump è il mago dei penultimatum ma con questa mossa lui e l’America sono fuori.

Trump si è ispirato a Charles De Gaulle quando nel maggio del Sessantotto si rivolse agli studenti francesi con la mitica locuzione “La ricreazione è finita”. Dopo undici mesi di tentativi falliti, Trump ha deciso di predisporre un programma di pace (non è il mio mestiere ma a me sembra la bozza di un trattato di pace, da infiocchettare con il linguaggio della diplomazia). Uscire da tutte le guerre era uno dei punti qualificanti del programma per cui era stato eletto dai suoi elettori repubblicani, immagino condiviso, quantomeno per l’aspetto “no guerre fuori dagli Stati Uniti”, da molti democratici non californiani.

È ciò che deve fare un Leader. In caso di potenziale guerra rivolgersi sempre al proprio Popolo, perché le élite devono capirlo, nel XXI secolo non hanno più la delega sulle nostre vite. Davanti alla morte, uno vale sempre e solo uno, perché nelle guerre moderne si muore sia se sei militare, sia se sei civile. (Un consiglio agli amici patrizi: “Sul tema della guerra, il Popolo nella sua accezione più ampia è schierato con i movimenti populisti di sinistra e di destra. Sarà pure sgradevole, ma per loro il vivere in pace e in sicurezza è una priorità”).

Volodymyr Zelensky ha correttamente trasferito al Popolo ucraino, con una sintesi perfetta, il dilemma che ogni ucraino dovrà sciogliere: “O la perdita della nostra dignità o il rischio di perdere un partner chiave come l’America”. È ciò che deve fare un Leader, per di più se eletto dal Popolo. Davanti alla Guerra non esistono patrizi, plebei, sinistri, destri, centrini, acculturati, ignoranti. Status e censo, vengono sospesi, ci sono solo esseri umani, tutti con gli stessi diritti.

Il dilemma Zelensky (Chapeau a lui!) nella sua crudeltà è perfetto, ed è rivolto sì agli ucraini ma sotto sotto anche agli europei. Altro dilemma: Macron, Starmer, Merz (cito i tre che si atteggiano da più “volenterosi”) per non perdere la loro dignità, sono disposti a sostituire in toto l’America?

Se l’Ucraina, con piccoli maquillage, decidesse di accettare il piano, tecnicamente la guerra sarebbe finita, e ci sarebbero conseguenze anche sull’altro scacchiere, quello mediorientale.

Infatti, quando ho letto i 28 punti del piano americano ho scoperto che ne mancava uno, allora ho scritto in un tweet all’amico Roberto Dolci “manca un punto, per noi sarebbe il 29° ma per i russi è il 1°”.

Nessuno ne parla ma è ovvio che la Russia non firmerà nulla se il mandato di cattura a Vladimir Putin come criminale di guerra, emesso dalla Corte Penale Internazionale dell’Aia non venisse ritirato. Immagino che per annullare tale mandato sarebbe necessaria una delibera del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, approvata all’unanimità, quindi senza che nessuno dei Cinque possa usare il diritto di veto.

A questo punto, come ovvio, l’America chiederebbe di approvare, a futura memoria e senza condizioni, un’identica e contemporanea deliberazione per il premier Benjamin Netanyahu.

Per le élite europee sarebbe uno tsunami politico, giuridico, morale! Mi chiedo: sopravviverebbero l’attuale diritto internazionale, la Corte Penale Internazionale, le vecchie regole della diplomazia europea?

Una chiosa finale. Questo Cameo è stato pensato e realizzato seguendo due delle modalità IDEA: “1 Ragionare per scenari 2 Decidere per contro intuizione”. Il modello organizzativo IDEA mette sempre al centro l’uomo, non il cittadino politicizzato, patrizio o del popolo che sia. Di più, lo scenario di riferimento che IDEA ha assunto è quello di considerare nel XXI secolo la scomparsa strategica delle Guerre Regionali perché le due potenze che si contendono il mondo (Cina e America) pur senza dirlo, le considerano ormai costose e inutili, preferendo lo scontro su innovazione e mercato a un’idiota guerra che prima o poi scivolerebbe nell’uso dell’atomica. Prosit!

Zafferano.news

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