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Cosa pensano Fbi e MI5 sugli spionaggi della Cina

Stati Uniti

Che cosa hanno detto i numeri uno di Fbi e MI5 sulle minacce informatiche e cibernetiche provenienti dalla Cina. L’articolo di Marco Orioles

La Cina? Una nazione che pullula di spie che pongono una minaccia diretta agli interessi di Usa, Gran Bretagna e loro alleati.

Il monito di Fbi e MI5

Parola dei numero 1 di Fbi e MI5, Chris Wray e Ken McCallum, pronunciate in un raro discorso congiunto tenuto alla Thames House di Londra davanti a una platea di funzionari e uomini d’affari e che ha avuto un’ampia risonanza sui media e sulle agenzie di stampa internazionali (qui il resoconto di Afp e Reuters).

Secondo la testimonianza di McCallum, l’MI5 – l’organo di intelligence interna britannica – ha allargato enormemente il campo e il numero delle operazioni focalizzate sul contrasto alla minaccia cinese. “Oggi stiamo gestendo un numero di indagini sette volte superiore rispetto a quelle che abbiamo condotto nel 2018” ha detto McCallum.

“Programmiamo – sono state le sue parole – di ampliare ulteriormente quel numero mentre dedichiamo anche uno sforzo significativo contro le minacce coperte di Russia e Iran (…) Queste attività ostili si stanno sviluppando su suolo britannico esattamente in questo momento”.

Minaccia al business

Ammonendo gli uomini d’affari all’ascolto, McCallum ha riferito che “in termini di volume la maggior parte di ciò che è a rischio a causa delle aggressioni del Partito comunista cinese non sono cose di nostra pertinenza ma vostre: il più avanzato expertise mondiale, la tecnologia, la ricerca e i vantaggi commerciali sviluppati dalle persone che siedono in questa stanza”.

Dal canto suo Wray ha affermato che la minaccia cinese rappresenta un “pericolo complesso, duraturo e pervasivo nei confronti sia di Stati Uniti e Gran Bretagna che dell’intero Occidente”.

La Cina, ha continuato Wray, “ha intenzione di rubare la vostra tecnologia, qualunque cosa che rende prospere le vostre industrie, e di usarla per minare i vostri affari e dominare il vostro mercato”.

Interferenze cinesi

Il Partito comunista cinese, ha aggiunto McCallum, “è interessato ai nostri sistemi democratici, mediatici e giuridici. Non purtroppo per emularli, ma per sfruttarli per il proprio tornaconto”.

“Il governo cinese”, è la convinzione di Wray, “sta cercando di dare forma al mondo interferendo nella nostra politica e in quella dei nostri alleati”. A titolo di esempio il capo dell’Fbi ha citato il caso dell’elezione per il Congresso nel Distretto di New York, nella quale la Cina ha fatto il possibile per impedire il successo di un candidato che prese parte alle proteste di Piazza Tienanmen.

Secondo Wray, inoltre, le attività di hackeraggio del governo di Pechino sono “più estese di quelle di qualsiasi altro grande Paese considerati congiuntamente”.

Scenari “orribili” su Taiwan

Nella relazione dei capi di Fbi e MI5 c’è stato spazio anche per gli scenari relativi a Taiwan. A tal proposito Wray ha detto che la Cina potrebbe invadere l’isola e, se questa eventualità si materializzasse, “rappresenterebbe una delle più orribili interruzioni dell’attività economica che il mondo abbia mai conosciuto”.

La replica di Pechino

La replica di Pechino a queste affermazioni è arrivata prontamente. “Le accuse contro la Cina da parte di funzionari dell’intelligence americani e britannici”, ha dichiarato un portavoce dell’ambasciata cinese in Gran Bretagna, “sono completamente infondate”.

Lo stesso portavoce ha aggiunto che la Cina sollecita gli Usa e la Gran Bretagna ad “avere una chiara comprensione dei trend de nostro tempo, abbandonare la mentalità da guerra fredda che ormai ha fatto il suo tempo e smetterla di evocare presunte minacce cinesi”.

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