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E’ mai stato facile scegliere un capo di Stato?

Enigma Successione

“L’enigma della successione” di Alfonso Celotto (Feltrinelli) letto da Tullio Fazzolari

 

Mancano ormai soltanto due settimane all’inizio delle votazioni per eleggere il tredicesimo presidente della Repubblica. Le regole con cui procedere, fissate dalla Costituzione, sono chiare. Le manovre di partiti e leader politici invece no. E anche le possibili candidature sono per ora in bilico. Nulla esclude che le prossime giornate saranno convulse, animate da polemiche e ribaltoni nelle alleanze per ottenere la maggioranza per proclamare il nuovo presidente. In altre parole, potrebbe essere tutt’altro che semplice.

Ma è mai stato facile scegliere un capo dello Stato? L’enigma della successione di Alfonso Celotto (Feltrinelli, 272 pagine, 20 euro) racconta in maniera brillante che è stato quasi sempre complicato. Non solo per un presidente della Repubblica ma anche per un sovrano e perfino per un sindaco. Se oggi in Italia la procedura per eleggere il successore di Mattarella al Quirinale sembra l’unico punto di riferimento a fronte del caos della politica, emerge subito che nella storia è andata diversamente. Non a caso i conflitti che per circa due secoli hanno devastato l’Europa sono stati chiamati guerre di successione. Nemmeno la linea ereditaria di una monarchia, senza alchimie di maggioranze elettive, ha funzionato senza problemi. Anche perché i sovrani modificavano a loro piacimento le regole. Come ricorda Celotto, Enrico VIII le cambiò più volte, prima escludendo le figlie femmine dalla linea ereditaria e poi riammettendole a pieno titolo.

Di regole da cambiare si parla adesso anche da noi introducendo la non rieleggibilità per un secondo mandato per il presidente della Repubblica. In sé è un dibattito legittimo visto che il nostro capo dello Stato dura in carica ben sette anni. Mettere un limite sarebbe in linea con quanto avvenuto negli Usa dove è esclusa la possibilità di andare oltre gli otto anni consentiti da due elezioni stoppando così le eventuali ambizioni di presidenti come Reagan e Obama che godevano di grande popolarità. Però quando i nostri politici mettono mano a modifiche costituzionali c’è sempre da stare preoccupati. Prendiamo il caso dell’elezione dei sindaci. Si sceglie con un doppio turno alla francese ma c’è il limite dei due mandati all’americana come se il sindaco di Bari fosse l’inquilino della Casa Bianca. Con la differenza che quest’ultimo non può candidarsi mai più per la terza volta mentre quello di Bari, fatto il fermo biologico di un mandato, può tornare in corsa quando vuole. Senza contare gli espedienti raccontati da Celotto di sindaci che malgrado il divieto si sono ripresentati con successo e dopo essere stati dichiarati decaduti hanno risolto il problema facendo eleggere il proprio coniuge.

Il pregio del libro di Celotto (non a caso un costituzionalista) è che racconta storie complesse ma lo fa in maniera gradevole e accessibile. Il fatto che L’enigma della successione sia stata pubblicato in vista delle elezioni presidenziali è di sicuro una scelta editoriale per cogliere le opportunità di vendita che suscita l’attualità. Però non è un instant book sul Quirinale ma si apre su un orizzonte più ampio. E ben venga l’attualità se stimola la lettura di un libro.

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