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Salvini

Tutte le sfide alle amministrative del 12 giugno

Perché le elezioni amministrative del 12 giugno saranno una prova soprattutto per M5s e centrodestra. La nota di Paola Sacchi

 

Saranno il primo vero test per verificare il consenso dei Cinque Stelle e del loro leader Giuseppe Conte, che ha sferrato l’offensiva nel centrosinistra all’alleato Pd. Ma le Amministrative del 12 giugno saranno anche la prima vera prova, non più a colpi di sondaggi, dei reali rapporti di forza all’interno del centrodestra, dopo la spaccatura sul Mattarella bis, diviso tra quello di governo (Lega e FI) e quello di opposizione (FdI), favorito in tutte le rilevazioni.

La Lega segna un punto, ovvero quello di ottenere in quella stessa data anche la votazione per i referendum sulla giustizia che ha promosso insieme ai Radicali. Ma il rischio quorum resta. E, insieme con Silvio Berlusconi, Matteo Salvini chiede che si possa votare anche nel lunedì successivo al 12.

Non si registra finora lo stesso tipo di pressione e coinvolgimento da parte di FdI di Giorgia Meloni che voterà sì solo ad alcuni referendum come quelli sul Csm e la separazione delle funzioni. Le differenze tra Salvini e Berlusconi da un lato e la presidente di FdI dall’altro sull’approccio al referendum giustizia si aggiungono alla nuova frecciata data ieri da Meloni da Bari ai due alleati: “Vogliono vincere o frenare FdI?”.

Ma, tornando ai referendum, a parte che il 12 giugno ci si avvia verso l’estate, il voto avverrebbe, se non interverrà un provvedimento, solo di domenica. E non anche nel lunedì successivo come è avvenuto sempre per tutti i referendum sui grandi temi che hanno segnato la storia del Paese. Ieri la Lega, dopo aver plaudito al fatto che i referendum verranno accorpati alle Amministrative ha però chiesto: “Ora è opportuno un provvedimento per consentire il voto anche di lunedì”. Berlusconi in una nota da Arcore ne fa anche una questione di principio nella battaglia contro l’astensionismo e il rischio che i risultati della consultazione si “alterino in modo surrettizio”.

“Considero molto positiva la decisione del governo di accorpare la data dei referendum con il primo turno delle elezioni amministrative. È una scelta che non solo consente risparmi significativi, ma favorisce la partecipazione alle urne. Proprio per questo, però, ora è indispensabile un decreto che estenda gli orari di votazione anche alla giornata di lunedì, come spesso si è fatto in passato”, afferma il Cavaliere. Che osserva: “Abbiamo il dovere di combattere l’astensionismo e di favorire la massima partecipazione dei cittadini al voto.

Questo vale per le elezioni amministrative, in occasione delle quali in passato si è registrato un tasso di astensionismo davvero inaccettabile, pericoloso per la democrazia. E vale per i referendum, nei quali esiste un quorum”. Berlusconi qui lancia un monito: “Quindi, limitare l’affluenza significherebbe alterarne i risultati in modo surrettizio.

Sono certo che il Governo e il Parlamento comprendano e condividano queste nostre preoccupazioni”.

Salvini, che quei referendum li ha promossi con i Radicali, essendo determinante nella raccolta delle firme, al tempo stesso lancia un segnale di contemporaneo impegno sulla riforma Cartabia in parlamento: “La Lega è impegnata su tutti I fronti per risolvere i problemi della giustizia, a partire da un’elezione dei componenti del Csm finalmente libera dal condizionamento delle correnti e da logiche poco trasparenti”.

Ma intanto la discussione sulla riforma Cartabia, viste le divisioni in campo, non appare semplicissima. Ed ecco perché la Lega e Forza Italia, che ha sempre fatto del garantismo una sua battaglia identitaria, premono perché referendum su una questione centrale come la giustizia non siano relegati a un’unica domenica di voto. La parola a Draghi, il quale aveva detto che non avrebbe posto la fiducia sulla riforma Cartabia. Ma, il tema giustizia rischia ora di essere un nuovo elemento di fibrillazione per la maggioranza.

Ma “il governo Draghi deve durare fino a fine legislatura”, avverte Berlusconi dal congresso “Verde è Popolare” di Gianfranco Rotondi. Il leader azzurro ribadisce che “il centro è essenziale per vincere e per un centrodestra di governo credibile”. Berlusconi condanna l’attacco all’Ucraina: “Aggressione militare inaccettabile. Lavorare per la pace e fare la nostra parte con l’Alleanza atlantica,  la Ue, con l’Occidente”.

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