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Elezioni 2022: i partiti, le leadership e gli innamoramenti passeggeri

Reddito

Elezioni e leadership, che cosa emerge da un sondaggio Sda Bocconi

 

Da un sondaggio SDA Bocconi esce un quadro molto utile per comprendere l’influenza dei leader sul voto complessivo dei loro partiti, rispetto ai suffragi definiti ‘’voto strutturale’’ ovvero attribuibile all’insediamento di ogni singola formazione politica e voto di bandwagon e cioè voto di trascinamento imitativo dei trend in atto.

I dati sono significativi perché dimostrano sia la capacità di attrazione della leadership, ma nello stesso tempo la precarietà di quel successo se non poggia su di una struttura adeguata a consolidarlo e stabilizzarlo nel tempo.

La relativa solidità della struttura contribuisce invece a compensare o quanto meno a contenere, i limiti della leadership. La ricerca si occupa dei seguenti partiti: FdI, Lega, FI, Pd, Azione-Iv, M5S.

Nel rispetto delle regole elettorali non citerò previsioni circa la quota di voti raccolti da ciascun partito, ma solo le percentuali di consenso attribuibili alle motivazioni del voto, che sono del tutto indifferenti – come è facilmente comprensibile- relativamente al numero dei voti che saranno conquistati domani. In un gruppo di partiti è predominante la figura del leader: in misura del 92% in Azione-IV, dell’83% nel M5S, dell’81% in FdI.

Il voto strutturale è largamente prevalente negli altri partiti: poco meno nel 75% nel Pd, il 72,6%, nella Lega, e poco più del 69% in Forza Italia. Merita una particolare sottolineatura un altro aspetto del voto per Fratelli d’Italia: è pari al 16,4% il voto di trascinamento (bandwagon), mentre è assai modesto (la percentuale più bassa rispetto ai partiti considerati) il voto strutturale (2,6%). Suscita qualche sorpresa – ma è questione di opinioni – l’influenza della leadership del M5S nel voto complessivo, mentre ci si aspettava, forse, un esito diverso per quanto riguarda la Lega (13%) – dove è interessante, invece, il voto di trascinamento (14%) – e Forza Italia (17% per il leader e un bandwagon del 13%). Il Pd aggiunge al 75% del voto strutturale un 11% di trascinamento, ma la leadership deve accontentarsi di una influenza di poco superiore al 14%.

Si può concludere questo breve esame osservando come le cronache degli ultimi anni danno conto di un elettorato propenso agli innamoramenti che non sempre si trasformano in amore duraturo nel tempo.

E’ il caso allora di tenere d’occhio sia l’exploit della leadership ma anche la relativa stabilità assicurata dal voto strutturale.

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