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Ecco successi e fallimenti di Macron in politica estera

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Francia Covid Macron GERMANIA

Il sito Politico.eu, di solito prodigo di elogi verso il presidente Macron, ha passato in rassegna i successi e gli insuccessi del presidente francese in politica estera. L’articolo di Tino Oldani per Italia Oggi

 

Mettersi contro Angela Merkel non porta mai bene. È così anche se ti chiami Emmanuel Macron e sei convinto di poterla sfidare non solo sulla riscrittura dei trattati Ue, ma anche in politica estera. Leggere per credere l’ampia controanalisi che il sito Politico.eu ha dedicato all’intervista rilasciata pochi giorni fa da Macron alla rivista di un centro studi francese, Le Grand Continent, e pubblicata da diversi giornali in Europa, compreso il Corriere della sera. Un’intervista fluviale (ben 12mila parole, precisa Politico), in cui Macron ha sostenuto che l’Europa può fare a meno degli Stati Uniti, rilanciando il suo progetto di «sovranità» europea» e di «autonomia strategica». Obiettivi ambiziosi, ma per nulla condivisi dalla Germania di Angela Merkel, come ha confermato nel giro di 24 ore la secca risposta di Annegret Kramp-Karrenbauer (nota come AKK), ministra tedesca della Difesa: «L’Europa dovrà fare affidamento sugli Stati Uniti per la sicurezza anche per il prossimo futuro».

COSA SUCCEDE FRA GERMANIA E FRANCIA

Di questo scambio polemico tra AKK e Macron avevamo dato conto su ItaliaOggi due giorni fa. Il sito Politico.eu, di solito prodigo di elogi verso il presidente francese, è andato oltre, e ha colto la palla al balzo per passare in rassegna i successi e gli insuccessi del presidente francese in politica estera. Con una sonora bocciatura finale. La presa di distanze, che in certi passaggi sa tanto di presa per i fondelli, inizia già nel titolo: «Emmanuel Macron, think-tanker in chief». Il motivo? Certo, ammette il sito, il presidente francese è un politico brillante, dotato di grande eloquenza, un personaggio che piace molto ai giornalisti europei per l’originalità delle proposte. Ma, a conti fatti, le sue tesi provocatorie «lo fanno sembrare più un think-tanker in chief che il comandante in capo dell’unica potenza nucleare dell’Ue e un membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu».

L’ANALISI DI POLITICO SU MACRON

A sostegno della stroncatura, la controanalisi di Politico riporta il giudizio di Tara Varma, capo dell’ufficio parigino del Consiglio Ue per le relazioni esterne, che non nasconde il proprio scetticismo sull’autonomia strategica dell’Europa rispetto agli Usa: «Gli impegni assunti dalla Francia sono troppo ambiziosi e, per quanto tocchino grandi temi come Iran, clima, commercio e Covid, non sono riusciti a convincere gli Stati Uniti a condividerli e a lavorarci sopra». Macron non vi è riuscito con Donald Trump, e insistendo sull’autonomia strategica rispetto agli Usa, rischia di avere lo stesso risultato con Joe Biden, «nonostante il nuovo presidente Usa si sia già impegnato a lavorare con i tradizionali alleati americani e a tornare nei forum internazionali».

RECOVERY E STOP

Quanto al resto del mondo, sostiene Politico, l’iperattivismo del presidente francese può vantare un solo risultato positivo: avere convinto Merkel a dare vita al Recovery Fund come primo episodio di debito comune. Per il resto, è tutta una sequela di insuccessi. Esempi? Macron sbandiera come un suo successo l’avere convinto la Cina a rimanere nell’accordo di Parigi sul clima. Ma si tratta di pura finzione per il ricercatore cinese Antoine Bondaz, che lavora a Parigi nella Foundation for strategic research: «Gli impegni della Cina sono a lungo termine, e ora non hanno un impatto significativo sulla sua economia. Se Pechino è rimasta nell’accordo, è solo perché ha potuto alimentare la narrazione per cui gli Usa sono unilaterali, mentre la Cina è multilaterale».

CAPITOLO NAGORNO

Altri insuccessi elencati dal sito: «Nonostante gli sforzi di Macron per essere coinvolto, la Francia è stata tagliata fuori dall’accordo di cessate il fuoco raggiunto all’inizio del mese nel Nagorno-Karabakh, dove a plasmare il risultato sono stati Vladimir Putin e Recep Erdogan». Idem in Libano, paese in cui la Francia aveva in passato una influenza riconosciuta, mentre ora «il tentativo francese di sponsorizzare e mediare una soluzione alla crisi politica del paese è fallita».

DOSSIER TURCHIA

C’è poi lo scontro con la Turchia di Erdogan, accusata da Macron di espansionismo egemonico nel Mediterraneo orientale. Ma anche qui, ricorda Politico, «i principali alleati della Nato e dell’Ue hanno fatto a meno della linea dura francese, adottando un approccio più cauto nell’esprimere sostegno alla Grecia e a Cipro nelle loro controversie con la Turchia».

FLOP IN LIBIA PER MACRON?

L’attivismo personale di Macron è risultato perdente anche in Libia, dove la Francia ha mostrato di avere mire petrolifere in contrasto con gli interessi dell’Italia: «Rompendo i ranghi europei, ha dato sostegno al generale Khalifa Haftar, con una manovra che non ha portato frutti. L’intervento militare turco ha fatto prevalere il rivale di Haftar, ovvero Fayez al Sarraj, capo del governo riconosciuto dall’Onu».

I RAPPORTI FRA MACRON E PUTIN

Maldestro sul piano europeo viene giudicato anche il rapporto con Putin: «La decisione di Macron di proseguire il dialogo con la Russia non solo ha iniettato sfiducia nelle sue relazioni con gli Stati dell’Europa orientali e in quelli baltici, ma deve ancora produrre risultati, come ha ammesso lo stesso ministro francese della Difesa».

BOMBA ATOMICA

«I francesi mettono i loro soldi dove ci sono la loro lingua e i loro interessi: nei paesi africani del Sahel, nel Mediterraneo, nel Golfo e perfino nell’Europa centrale», dice a Politico Tobias Schneider del Global public policy institute di Berlino. «La loro agenda è ambiziosa, ma a conti fatti la Francia si rivela una media potenza, che fatica a plasmare dei risultati concreti rispetto alle grandi ambizioni dichiarate in partenza». E per un paese che si vanta di avere la bomba atomica, la definizione di «media potenza» suona come uno sberleffo calcolato e definitivo.

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