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Ecco quanto costa la Groenlandia

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Fatti, numeri e stime. L’approfondimento di Francesco Bertolino

Per Donald Trump la Groenlandia è «strategicamente» interessante per gli Stati Uniti. Il presidente americano ha così confermato l’intenzione di acquistare l’isola artica dalla Danimarca: l’affare, secondo Trump, sarebbe in fin dei conti nient’altro che «una grossa operazione immobiliare». Che però coinvolgerebbe anche gli abitanti.

OFFERTA RESPINTA AL MITTENTE

Non a caso nel respingere l’offerta di Trump il premier danese Mette Frederisksen ha sottolineato che «la Groenlandia non appartiene ai danesi, ma ai suoi abitanti». Nell’ipotesi – altamente improbabile – che questi decidessero di mettere in vendita l’isola, quanto dovrebbero sborsare gli Usa? Dare un prezzo a un Paese è esercizio che va al di là della scienza economica, tuttavia alcuni economisti ci hanno provato giungendo a conclusioni molto diverse: a seconda del metodo utilizzato, il costo della Groenlandia varia fra 200 milioni e 1.700 miliardi di dollari.

OPERAZIONI ALLA “ALASKA”

Sposando la tesi di Trump, anzitutto, si può paragonare l’acquisto della Groenlandia ad altre operazioni di «real estate statale» concluse in passato. Per esempio, il passaggio nel 1867 dalla Russia agli Usa dell’Alaska per 7,2 milioni, circa 130 milioni di oggi. Considerato che la Groenlandia è grande circa 1,5 volte l’Alaska, il suo prezzo dovrebbe aggirarsi sui 200 milioni, parte bassa della forchetta di prezzo. Se invece si facesse riferimento a un criterio storico, bisognerebbe tenere conto dell’offerta già avanzata nel 1946 dagli Stati Uniti alla Danimarca sempre per l’isola artica.

COME STABILIRE IL VALORE

All’epoca la proposta prevedeva il pagamento a Copenhagen di 100 milioni in oro, che ai valori attuali corrisponderebbe a 1,3-1,4 miliardi di dollari. Non molto per un territorio che con lo scioglimento dei ghiacci potrebbe liberare all’esplorazione enormi giacimenti e diventare sempre più importante dal punto di vista strategico e militare. Per stabilire una corretta valutazione di mercato la Groenlandia – suggeriscono altri esperti – dovrebbe allora essere paragonata a un’azienda quotata. Bisognerebbe cioè stimarne il giusto rapporto prezzo-utili, che tenga conto dell’attuale bilancio della Groenlandia e delle future potenzialità di crescita. Secondo il Washington Post, per esempio, si potrebbe moltiplicare il pil della Groenlandia (2,7 miliardi) al netto dei sussidi del governo danese (700 milioni) per il rapporto prezzo-utili medio delle quotate allo S&P 500, pari a 21,3; in questo modo il prezzo per l’isola artica salirebbe a 42,6 miliardi di dollari.

COME AMAZON?

Tuttavia, nota il quotidiano americano, con il cambiamento climatico la Groenlandia potrebbe diventare sempre più ospitale per l’uomo e scoprire risorse finora inaccessibili. L’isola andrebbe allora paragonata alla prima Amazon, su cui il mercato nutriva grandi speranze (rispettate). Allora la società viaggiava a un rapporto prezzo-utili di 847, che, applicato alla Groenlandia, costringerebbe Trump a sborsare 1.700 miliardi.

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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