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Ecco le misure allo studio del governo per il nuovo Dpcm anti Covid

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Tutte le nuove regole in cantiere. Come sarà il prossimo Dpcm anti Covid secondo le indiscrezioni giornalistiche

I contagi da coronavirus in Italia continuano a salire e il governo pensa di anticipare già a lunedì 12 ottobre il Dpcm con le nuove misure restriittive, a partire da quelle antimovida, ritenute indispensabili ad evitare che la situazione finisca fuori controllo, scrive l’Ansa.

Proprio il nodo della movida e della convivialità da contenere, a quanto si apprende da fonti dell’esecutivo, è stato al centro della riunione dei capidelegazione e del premier Giuseppe Conte tenutasi nel pomeriggio di sabato 10 ottobre. E si è discusso anche dell’idea di chiudere i locali alle 24 (ieri si ragionava alle 23), orario che non avrebbe ripercussioni negative sui ristoranti.

Alla riunione è inoltre emersa l’ipotesi, come detto, di anticipare il varo del Dpcm a lunedì sera ma – spiegano le stesse fonti all’Ansa – essendo i tempi molto stretti non si può escludere che la nuova stretta venga messa in campo, come previsto, nella serata di mercoledì.

Si pensa, con preoccupazione, alla saturazione delle strutture sanitarie per l’afflusso di malati in reparti ordinari e di terapia intensiva.

Secondo lo studio strategico per la fase autunnale-invernale, con l’indice di contagiosità Rt superiore a 1,2 – livello già raggiunto in Campania -, in 2-3 mesi gli ospedali avrebbero un sovraccarico. Considerando che non si è ancora entrati nella fase dell’influenza stagionale – il cui picco si attende tra febbraio e marzo -, gli esperti auspicano misure efficaci e valide per 6 mesi.

Anche a questo scopo si valuterà l’impiego dei test rapidi al fianco dei tamponi diagnostici, per tentare di diluire le file di ore in auto che si vanno sempre più formando ai drive in delle grandi città.

Ecco le misure in cantiere secondo Repubblica: “Divieto per gli sport di contatto amatoriali. Stop alla somministrazione di alcolici da asporto dalle 21, così come agli assembramenti fuori da bar, vinerie, pub e ristoranti. Chiusura dei locali alle 24. Blocco totale alle feste in luoghi pubblici e anche a quelle private. Limite ai commensali nei ristoranti. Tetto di trenta persone agli invitati a matrimoni, battesimi e cresime (la misura interessa le celebrazioni, ma non la cerimonia religiosa, che ha altre regole già fissate). Più smart-working e, forse, riduzione della capienza sui mezzi pubblici, finora all’80%. E infine, novità di rilievo se validata questo pomeriggio dagli scienziati: dieci giorni di quarantena – al posto dei quattordici attualmente previsti – per i contatti stretti dei positivi. La stretta del governo è insomma pronta, anche se le misure sono ancora oggetto di valutazione”.

C’è anche un’altra questione al centro del confronto tra ministero della Salute e tecnici del Cts: sarà discusso domenica 11 ottobre con il Comitato tecnico scientifico il tema della riduzione a dieci giorni della quarantena per i soggetti entrati in contatto stretto con i positivi.
Una misura che va però interpretata: non certo un segnale di liberi tutti, né un allentamento del rigore, ma più semplicemente un tentativo – di fronte all’aumento esponenziale dei casi – di non costringere centinaia di migliaia di persone a un isolamento precauzionale troppo lungo.
“Attenzione: non si tratta della quarantena dei positivi, quella viene sbloccata attualmente solo con un doppio tampone negativo e non prima delle due settimane di stop. Si tratta di chi invece è entrato in contatto con positivi, e per prudenza viene “fermato” in attesa di capire se si ammalerà”, sottolineano i tecnici secondo la cronaca di Repubblica.

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SCHEDA DEL CORRIERE DELLA SERA (qui l’articolo integrale):

In molti ospedali l’attesa per sottoporsi al tampone molecolare ha ormai superato le 10 ore. Il Comitato tecnico-scientifico coordinato da Agostino Miozzo potrebbe suggerire un via libera ai test rapidi (ritenuti affidabili al 95%) effettuati da medici di base e pediatri, sottoponendo poi al tampone soltanto chi risulta positivo. In questo modo secondo gli esperti verrebbero alleggerite le strutture sanitarie e si renderebbe più razionale il meccanismo che porta le persone in isolamento fiduciario. Che così sarebbe ridotto a dieci giorni.

La sosta vietata

Per impedire gli assembramenti si vieterà ai cittadini di sostare davanti a bar, ristoranti e pub dalle 21 alle 6. Ma anche di riunirsi in strade, piazze e parchi. La vendita di alcolici sarà consentita fino alle 22. Mentre vengono potenziati i controlli sull’uso delle mascherine, il governo vuole impedire le aggregazioni. E dunque si potrà stare all’interno dei locali — seguendo le linee guida già approvate — ma non fermarsi all’esterno a meno che non si sia seduti al tavolo. Le sanzioni imposte sarebbero uguali a quelle previste per chi va in giro senza coprire naso e bocca: da 400 a 1.000 euro di multa.

Chiusura alle 24

La stretta dovrebbe riguardare anche gli orari di chiusura di bar e ristoranti: tutti alle 24. Su questo ci sono state nei giorni scorsi resistenze sia da parte delle associazioni di categoria che dei governatori, ma il governo sembra determinato a procedere ritenendo che si tratti di una misura utile ad abbassare la possibilità di contagio, senza incidere in maniera significativa sul rendimento economico.

Niente feste

Ai banchetti dopo matrimoni e battesimi potranno partecipare al massimo 30 persone. Una scelta che inevitabilmente influirà sugli eventi già programmati. Si va verso il divieto di tutte le feste private e questo riguarderà, per la prima volta, anche le riunioni organizzate nelle case. Una regola che mira a impedire i contatti tra persone non conviventi, non essendo possibile garantire l’uso obbligatorio della mascherina. Di questo aveva già parlato il premier Giuseppe Conte quando aveva raccomandato di coprire naso e bocca anche quando si sta nella propria abitazione con persone anziane o affette da patologie.

Il calcetto

Su questo si erano già espressi i componenti del Comitato tecnico-scientifico sollecitando una limitazione e il governo sta valutando di vietare le partite di calcetto, basket e gli altri sport da contatto a livello amatoriale. Una misura che al momento non riguarda il livello professionistico anche se potrebbe trasformarsi in un precedente se le curva epidemiologica dovesse continuare a salire.

I trasporti pubblici

Già domani potrebbe arrivare un allentamento per i treni ad alta velocità con la possibilità di andare oltre il 50 % previsto adesso, ma su bus e metropolitane si solleciterà un potenziamento dei controlli per far rispettare le regole mantenendo la distanza sia per chi sta seduto che per chi viaggia in piedi.

Lo smart working

Confermata la raccomandazione alle aziende per incentivare lo smart working per limitare i contatti tra le persone negli uffici dove è in vigore l’uso della mascherina, sia pur seguendo le linee guida per le varie tipologie di attività e prevedendo un’esclusione soltanto per chi è in stanza da solo.

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