Autonomia, sicurezza, campagna per il Sì al referendum sulla Giustizia, difesa dei valori dell’Occidente con la manifestazione dei Patrioti a aprile a Milano. Matteo Salvini rinserra le file della Lega nel dopo Vannacci. E incassa, da ministro delle Infrastrutture e Trasporti, il risultato, dopo la decisione della precettazione, dello spostamento dello sciopero del settore aereo che avrebbe danneggiato le Olimpiadi.
La stessa regia della comunicazione del consiglio federale svoltosi ieri a Milano, in Via Bellerio, il primo dopo l’addio del generale, ex vicesegretario, dà l’idea del partito che si compatta e tira una linea su Roberto Vannacci.
Parla per tutti, davanti alle telecamere, all’uscita il capogruppo a Montecitorio, Riccardo Molinari. “La Lega torna ai leghisti?”, gli chiedono. Molinari: “La Lega è sempre stata dei leghisti”. Il generale, tanto più dopo gli esigui numeri di Montecitorio, seppur sia in corso una campagna acquisti sul territorio, e le capriole dal sapore neo-dc del sì alla fiducia al governo e il no agli aiuti all’Ucraina, è cancellato. “Più se ne parla e più esiste…”, avrebbe detto Salvini durante il vertice di Via Bellerio.
La parola d’ordine è “non inseguire” Vannacci sui suoi temi. “Sicurezza è il nostro impegno da anni”, ma remigrazione non sarà il tema della manifestazione del 18 aprile a Milano. Uscito di scena Vannacci, Salvini chiama i suoi a battere il tasto sui risutanti ottenuti, tenendo i riflettori accesi sulle Olimpiadi di Milano-Cortina, e insistendo sull’Autonomia. Roberto Calderoli spiega al consiglio federale lo stato di avanzamento della riforma e poi Molinari viene inviato davanti alle telecamere. Risponde che la remigrazione non sarà la parola d’ordine della manifestazione del 18 aprile a Milano: “È sempre stata un’iniziativa del gruppo dei Patrioti per la difesa dell’Europa, per l’orgoglio europeo e per l’identità”. Sull’Autonomia sottolinea: “Non abbiamo mai smesso di lavorare sui temi identitari, su cui stiamo ottenendo grandi risultati grazie anche alla spinta del segretario Salvini”. Risultati “che venivano oscurati da certe dichiarazioni di altri”, punge Molinari,senza nominarlo, il generale che di Autonomia non ha mai parlato. Prosegue, annunciando quello che Calderoli ha detto in riunione: “Questa settimana probabilmente mercoledì in consiglio dei Ministri verranno approvate le preintese delle quattro regioni Liguria, Piemonte e Lombardia e Veneto che hanno avviato il percorso per l’Autonomia e questo è un ulteriore passaggio fondamentale perché dopo ci sarà l’approvazione in conferenza delle Regioni e poi i primi atti parlamentari di indirizzo, quindi stiamo andando a passo veloce verso la realizzazione dell’Autonomia che è da sempre il pilastro della nostra azione politica”.
Insomma, l’addio di Vannacci ricompattata il gruppo dirigente leghista, allergico nella sua anima più nordista a quello che Luca Zaia aveva definito “un corpo estraneo”. Dovrà essere scelto il quarto vice segretario, in sostituzione proprio del generale. “Oggi non se ne è parlato”, dice Molinari. E lo stesso Salvini aveva detto che “c’è tempo”. Se ne parlerà dopo le Olimpiadi, è l’indicazione. Sarà Luca Zaia? “È un grandissimo, ma ogni cosa a suo tempo”, risponde Salvini. Che stoppa così certa narrazione mediatica che vedeva appannata la sua leadership a vantaggio dell’ex governatore veneto. E in serata una nota della Lega accoglie come “una vittoria del buonsenso, dell’Italia e del Ministro Salvini” il rinvio dello sciopero dei sindacati: “Nessuno riuscirà a offuscare la straordinaria bellezza di Milano-Cortina”.
Ma, intanto, Salvini tiene alta l’attenzione sul referendum della giustizia e ha parole dure per l’uscita del procuratore Nicola Gratteri. “Dire che quelli che voteranno sì sono sostanzialmente dei poco di buono, mi sembra ingeneroso nei confronti di decine di milioni di italiani e di tanti suoi colleghi”. Il segretario della Lega, a margine di un altro evento ieri a Milano, ribadisce che al referendum voterà sì e “mi ritengo una persona per bene”. Attacca: “Da un procuratore della Repubblica un cittadino italiano si aspetta sobrietà, non insulti a casaccio. Quindi, la prima cosa che mi aspetterei sono le scuse”.
Per il dopo Vannacci, quindi, una Lega attestata sul tema bandiera dell’Autonomia, della sicurezza, ma anche una Lega che si tiene stretto il tema liberale della riforma della giustizia, dopo peraltro aver già indetto sullo stesso tema un referendum con i Radicali che però mancò il quorum. Il generale è archiviato.






