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Ecco come il Fondo monetario sculaccia la Germania

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La Germania deve trarre vantaggio dai tassi negativi sui Bund per investire in beni capitali e infrastrutture sociali. Ecco che cosa si legge tra l’altro nel World Economic Outlook pubblicato oggi dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi). Tutti i dettagli

 

“Un paese come la Germania dovrebbe trarre vantaggio dai tassi negativi sui titoli di Stato per investire in beni capitali e infrastrutture sociali, anche solo da una prospettiva puramente di costi-benefici”.

E’ quanto si legge in un passaggio del World Economic Outlook pubblicato oggi dal Fondo Monetario Internazionale in cui si sottolinea come si possa fare affidamento sulla sola politica monetaria per contrastare la frenata dell’inflazione e con sé il rallentamento dell’economia.

Se i paesi con alto livello di debito devono dunque pensare a consolidare i propri conti pubblici, dall’altra parte i paesi con ampio spazio fiscale di manovra come la Germania dovrebbero mettere mano a programmi fiscali per sostenere la domanda interna.

“In Germania – spiega gli esperti del Fondo – dove vi è spazio per uno stimolo fiscale e dove la crescita è stata debole, alzare gli investimenti pubblici in capitale umano e fisico o ridurre il cuneo fiscale sul lavoro darebbe un boost alla domanda, aiuterebbe a ridurre l’attuale surplus delle partite correnti e rafforzerebbe l’output potenziale”.

Il motivo dei consigli del Fmi? I rischi al ribasso per l’outlook globale rimangono elevati, si sostiene papale papale nel World Economic Outlook pubblicato oggi dal Fondo in cui si sottolinea come “le barriere doganali e le accresciute tensioni geopolitiche, inclusi i rischi legati alla Brexit, potrebbero impattare ulteriormente sulle catene di fornitura e pesare sulla fiducia, gli investimenti e in ultima analisi la crescita”.

Queste tensioni, così come altre incertezze legate alle politiche interne, potrebbero condizionare negativamente l’attesa ripresa della crescita nelle economie emergenti e nell’eurozona. ‘Un realizzarsi di questi rischi – si legge nel rapporto – potrebbe portare a un improvviso cambiamento nella percezione del rischio ed esporre punti di vulnerabilità finanziaria che si sono andati accumulando nel corso di anni di bassi tassi di interesse.

Il basso livello dell’inflazione nelle economia avanzate potrebbe diventare cronica e limitare lo spazio di manovra della politica monetaria nel futuro, limitando la sua efficacia. I rischi legati al cambiamento climatico inoltre stanno entrando in gioco ora e aumenteranno drasticamente nel futuro se non verranno affrontati con urgenza.

A livello di prioritò, in cima alla lista vi e’ l’urgenza di eliminare le barriere commerciali poste in essere con accordi duraturi e mettere un freno alle tensioni geopolitiche. Queste azioni possono aumentare significativamente la fiducia, ridare slancio agli investimenti, frenare la contrazione del commercio e della manifattura e aumentare la crescita globale.

In assenza di questi sviluppi, e per contrastare altri rischi alla crescita oltre che per aumentare il potenziale di crescita, l’attività economica dovrebbe essere supportata in modo più equilibrato. La politica monetaria non può essere ‘the only game in town’ e deve essere accompagnata da un supporto fiscale laddove è disponibile spazio fiscale e dove la politica non è già ora troppo espansiva.

 

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