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Ecco come e perché il Piemonte (non) riapre tutto e subito

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Piemonte

Che cosa ha deciso la regione Piemonte sulla riapertura. Tutti i dettagli

 

Il Piemonte riparte, ma con cautela. È questa l’espressione scelta più volte dal governatore Alberto Cirio per spiegare i suoi tentennamenti rispetto alla fretta di altri colleghi che hanno spinto per il via libera a tutto subito.

In Piemonte la ripartenza è comunque scaglionata, anche più della vicina Lombardia che ha una situazione dei contagi più critica. Ma le tappe sono state ravvicinate rispetto al quadro iniziale che prevedeva per il 18 maggio un via libera solo al commercio, il 25 parrucchieri e centri estetici e il 1° giugno per bar e ristoranti.

E invece, dopo una trattativa estenuante con il governo, Cirio ha deciso di far sollevare da oggi le serrande a tutti i negozi al dettaglio, i saloni per parrucchieri, i centri estetici, gli studi di tatuaggio e piercing e tutti i servizi per gli animali. Già aperti alcuni musei (ma non l’Egizio e la Mole Antonelliana), archivi e biblioteche e le altre strutture ricettive ancora chiuse (ancora fermi per scelta molti hotel di lusso come il Principi di Piemonte). Ancora chiuse le palestre e le piscine.

Praticamente per l’abbigliamento le serrande alzate sono 9 su dieci che, secondo una stima di Confesercenti, si traducono in 1400 negozi aperti a Torino città che diventano 2600 considerando anche la provincia. Una sfida, quindi, che quasi tutti proveranno a cogliere ma i timori sono poi per le prossime settimane che restituiranno un termometro di come va effettivamente la situazione.

“Anche quelli che sono in bilico ci proveranno ma il timore è che poi cedano nelle prossime settimane. La maggior parte delle imprese dispone di riserve sufficienti per sostenere i costi solo fino a fine maggio. Inoltre consideriamo il mese di giugno come il periodo più probabile per il picco della crisi economica per le imprese del terziario della provincia di Torino. L’emergenza sul fronte occupazione proseguirà invece almeno fino alla fine del 2020”, spiega il direttore di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Carlo Alberto Carpignano.

Più variegata la situazione per parrucchieri ed estetiste. A Torino e provincia ci sono 4300 saloni di acconciatura e 1800 centri estetici, tra lunedì e martedì di questi se ne riattiveranno circa il 60-70%.

Dal 20 maggio, poi, torneranno operativi nei mercati i banchi extralimentari, per consentire i tempi di adeguamento alle nuove linee guida per la sicurezza e permettere ai Comuni di tracciare i nuovi spazi sulle aree mercatali. E saranno anche, finalmente, agibili i giochi per i bimbi nei parchi.

A differenza delle altre Regioni, restano fermi bar e ristoranti che potranno ripartire solo da sabato 23 maggio. Alla fine, però, Cirio ha ceduto sul servizio di asporto, che prima aveva regole parecchio più rigide anche rispetto alla Lombardia: da oggi l’orario viene esteso dalle 6 alle 22 e la prenotazione da remoto, pur preferibile, non sarà più obbligatoria.

“Non ci stancheremo di ripeterlo: vogliamo aprire tutto, ma vogliamo aprire per sempre — sottolinea Cirio — Per questo il Piemonte riparte con fiducia, ma anche in modo pragmatico, dando alle sue imprese e al suo territorio il tempo di adeguarsi alle linee guida che abbiamo preteso e ottenuto dal Governo, perché l’equilibrio tra sicurezza e sostenibilità economica è fondamentale per garantire il futuro di tutte le nostre attività”.

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