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Ecco come Deutsche Bank sussurra alla Bce di favorire la fusione con Commerzbank e picchia sulle banche italiane per i titoli di Stato

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Tutti i dettagli sull’allarme del capoeconomista di Deutsche Bank sul settore bancario europeo.

 

In un paper divulgato ieri il capoeconomista di Deutsche Bank, David Folkerts-Landau, sostiene che per l’Eurozona è giunto il momento di scegliere fra due sistemi: quello americano, «dove banche forti supportano pmi, famiglie e società», e quello giapponese, «dove le banche hanno problemi di profittabilità e, di conseguenza, l’economia reale soffre».

TUTTI I CONSIGLI AMERIKANI DI DEUTSCHE BANK ALLA BCE

Secondo il capoeconomista, anni di interessi negativi. liquidità facile e regole sempre più stringenti hanno spinto le banche europee verso il secondo modello, deprimendo profitti e capitalizzazioni. Folkerts-Landau nutre perciò seri dubbi che in futuro «date queste condizioni le banche europee saranno in grado di competere sui mercati internazionali con quelle americane. Se la tendenza attuale continuerà, l’Europa potrebbe finire per sacrificare un altro settore strategico alla concorrenza Usa».

I PROBLEMI DEL SISTEMA EUROPEO SECONDO IL CAPO ECONOMISTA DI DB

Un problema non da poco per l’economia dell’Eurozona, fortemente bancocentrica, dove «il sistema bancario fornisce tre quarti dei finanziamenti alle imprese e nove decimi del credito alle famiglie, rispettivamente il doppio e il triplo che in Usa».

ECCO LE CRITICHE DI LANDAU ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA

Le critiche di Folkerts-Landau chiamano in causa direttamente le politiche della Banca Centrale Europea. Ma anche i governi non sono esenti da colpe. Mentre l’austerità europea (i cui meriti, sottolinea il paper, «saranno oggetto di dibattito da parte degli storici dell’economia») obbligava le banche del Vecchio Continente a politiche di credito conservative, «negli Usa, dove il governo ha risposto alla recessione del 2008 con un pacchetto di stimoli da circa 800 miliardi, le banche americane si sono riprese velocemente dalla crisi finanziaria».

IL SILURO INDIRETTO DI DEUTSCHE BANK ALLE LANDESBANKEN

Se i rilievi mossi alle decisioni di Mario Draghi non sono inediti per il capoeconomista di Deutsche, nuove sono però le soluzioni prospettate. Fra l’altro il paper propone di eliminare il trattamento preferenziale riservato alle «banche nazionalizzate, cooperative» o comunque pubbliche. E qui il pensiero non può che andare alle Landesbanken, le casse regionali tedesche, agguerrite concorrenti di Deutsche sul mercato domestico.

GLI AUSPICI SULLA RIFORMA DELLE REGOLE PER LA VALUTAZIONE DEI TITOLI PUBBLICI

Inoltre, per evitare sgradite sorprese, il report chiede alle autorità una riforma delle regole relative alla valutazione in bilancio dei titoli di debito pubblico a cui «le banche europee sono esposte in modo preoccupante».

LA RICHIESTA DI DB CONTRO DI FATTO BANCHE ITALIANE E LANDESBANKEN

Secondo Deutsche, in particolare, è necessario introdurre «requisiti di capitale più stringenti per le esposizioni sovrane tramite la rimozione del loro trattamento preferenziale in termini di ponderazione del rischio».

AVANTI TUTTA VERSO LE FUSIONI. DB PENSA A COMMERZBANK? CONSIGLI INTERESSATI?…

La prima via per salvare il sistema bancario suggerita alle autorità europee dal paper, però, è un’altra e di stringente attualità: favorire il consolidamento bancario. «Il sistema bancario europeo è di gran lunga più frammentato di quello di altri Paesi sviluppati, inclusi gli Usa, e la competitività delle banche ne soffre. Questa è la ragione principale per cui le banche dovrebbero essere autorizzate a fondersi».

(estratto di un articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza; qui l’articolo integrale)

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