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Difesa, ecco la giravolta di Conte pro Francia sull’Iniziativa europea di intervento

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Anche Roma con il governo Conte 2 aderisce alla “European Intevention Initiative – E12” mentre il Conte 1 non aveva aderito. L’articolo di Aurelio Giansiracusa, analista di Ares-Osservatorio Difesa

Con un comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 19 settembre, è stato reso noto che l’Italia ha comunicato ufficialmente la volontà di aderire all’Iniziativa europea d’intervento, “European Intervention Initiative EI2”.

Pertanto, Roma fornirà la peculiare competenza nazionale nel settore securitario nella regione del Mediterraneo.

CHE COSA È “EUROPEAN INTERVENTION INITIATIVE EI2”

L’European Intervention Initiative (EI2) è stata lanciata il 25 giugno 2018 da 9 ministri della difesa europei che hanno firmato una lettera di intenti. L’EI2 mira a facilitare l’emergere di una cultura strategica europea ed a creare le condizioni preliminari per condurre impegni futuri coordinati e preparati congiuntamente, sull’intero spettro di possibili crisi. Perciò, l’EI2 è costruita attorno a un numero limitato di paesi europei che hanno dimostrato la loro volontà politica e la loro capacità militare di assumersi un impegno operativo per il bene della sicurezza europea.

OBIETTIVI E ATTUAZIONE DELL’INIZIATIVA EUROPEA DI INTERVENTO

Concretamente EI2 si basa su un nucleo di paesi europei che hanno dimostrato la loro volontà politica e le loro capacità militari di assumersi un impegno nelle operazioni. Pur contribuendo a rafforzare gli altri progetti in corso (ad hoc, Ue, Nato), l’EI2 si distingue da questi per la sua ambiziosa vocazione operativa.

Infatti, l’EI2 si basa su una struttura collegiale minima e flessibile, coordinata da un segretariato permanente nominato dalla Francia con gli ufficiali di collegamento dei Paesi partecipanti. Il continuo lavoro di consultazione e riflessione tra i membri dell’EI2 sarà scandito da colloqui strategici militari semestrali, una riunione annuale dei direttori politici della Difesa e un evento ministeriale annuale.

Pragmaticamente la cooperazione sarà implementata in quattro settori: studi strategici, scenari operativi, dottrina e lezioni apprese, supporto alle operazioni.

I PAESI PARTECIPANTI

Dell’iniziativa, che si fonda su un approccio innovativo alla cooperazione nella Difesa, ispirato alle idee di “interoperabilità politica” ed “anticipazione strategica”, fanno parte, oltre alla Francia, la Germania, il Regno Unito, la Spagna, il Portogallo, l’Olanda, il Belgio, la Danimarca, l’Estonia e la Finlandia.

CRITERI PER ADERIRE A EI2

Più che di criteri si parla di elementi convergenti.

Visione comune sui problemi di sicurezza europei;
Forte compatibilità con Nato e Ue;
Capacità di esprimere una rete di ufficiali di collegamento al personale francese;
Capacità di implementare rapidamente capacità efficaci in vari scenari, contribuendo a una capacità europea autonoma nel settore;
Forte impegno per la sicurezza europea grazie al loro impegno nelle operazioni;
Sforzo di difesa a lungo termine.

I PAESI DESTINATARI DELL’INIZIATIVA

L’E2I ha un chiaro orientamento europeo, sebbene non limitato agli Stati membri dell’Ue. Un nucleo limitato è stato privilegiato per lanciare questa iniziativa con la massima flessibilità. Se sufficientemente maturo, l’EI2 potrebbe essere estesa ad altri Paesi europei disponibili e capaci, considerando la loro volontà di aderire, la loro evoluzione strategica e il loro valore aggiunto operativo.

RAPPORTI CON LA NATO E L’UNIONE EUROPEA

Peraltro, l’EI2 non sta duplicando, ma piuttosto integra Nato e Ue. Infatti l’EI2 rafforza l’Ue portando alcuni Stati membri a sfruttare meglio il loro potenziale di difesa. Questo andrà a beneficio del maggior numero di Paesi, compresa anche la Nato. Gli europei saranno in grado di assicurare la propria protezione e quella della regione euro-atlantica. Non solo, l’EI2 mira a coprire i “punti ciechi” al fine di poter intervenire, tra gli europei, con una migliore reattività e una maggiore efficienza ogniqualvolta necessario. Infine, la complementarità dell’EI2 con la Nato come con l’Ue è un interesse fondamentale.

COME SI RICOLLEGA ALLA PESCO

L’EI2 è un’iniziativa autonoma, distinta dall’Ue e dal Pesco. Infatti, l’EI2 è un quadro su cui basarsi, al fine di raggiungere una cultura strategica comune che, alla fine, contribuirà alla Pesco (e alla Nato) rafforzando la capacità degli europei di operare meglio insieme. Peraltro, l’EI2 presenta alcune variazioni all’interno di Pesco. La sua vocazione è molto più ampia. Ci sarà un forte legame tra EI2 e Pesco, che si beneficeranno reciprocamente.

Alcuni progetti Pesco della prima e seconda ondata andranno ovviamente a beneficio dell’EI2, nel campo della mobilità militare o del sostegno alle operazioni. Tuttavia, l’EI2 non verrà fusa all’interno di Pesco. Questo consente la partecipazione senza restrizioni di paesi militarmente in grado e politicamente disponibili come la Danimarca ( la cui rinuncia alla CSDP ostacola qualsiasi partecipazione alla Pesco). Consente anche la partecipazione del Regno Unito che non ha aderito alla Pesco, e di altri paesi in il futuro. Inoltre, la partecipazione di questi paesi all’EI2 amplia il numero e la pertinenza delle aree geografiche di interesse comune.

IL CAMBIO DI STRATEGIA ITALIANA

L’Italia aveva lavorato a stretto contatto con la Francia e gli altri Paesi per contribuire alla definizione precisa dell’iniziativa. I numerosi scambi con Roma miravano a fornire tutte le garanzie necessarie per rispondere alle preoccupazioni italiane. Ma il precedente Governo Conte il 25 giugno 2018 non partecipava all’atto fondativo dell’iniziativa. Questo avveniva anche a causa dell’orientamento politico dell’allora maggioranza che non aveva buoni rapporti con la Francia e con l’Ue. Oggi, mutata la maggioranza, si è rilanciata l’iniziativa italiana in Europea e si riallacciano i rapporti con Francia e Germania.

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