Mondo

Democrazia asintomatica

di

movida Dpcm

La lettera dell’avvocato Antonio De Grazia

 

Egregio direttore,

ogni giorno di più osservo questa nostra amata e povera Italia sfilacciarsi.

La comunicazione terroristica, la trasformazione dei cittadini in delatori, la criminalizzazione della gioventù sono merce quotidiana.

È la crisi acuta del mondo globalizzato, succube del politicamente corretto?

È la metamorfosi della democrazia in una dittatura triste, logaritmica, blandamente totalitaria?

I segni, ahimé, vi sono tutti.

Il governo, e il nostro Presidente Giuseppy Conte Fregoli, usa come strumento privilegiato il dpcm, acronimo dal suono sinistro e ignoto ai manuali di Diritto costituzionale. Un semplice atto amministrativo, un atto secondario, che aggira, elude il Parlamento, benché la nostra Costituzione sia rigida: un atto abnorme, una offesa ai principi contenuti nella Costituzione.

In un’altra Nazione, con maggiore sensibilità ai principi di libertà, la gente, il popolo, sarebbe in piazza.

Immagino cosa avrebbe fatto Marco Pannella.

L’emergenza non può cancellare la democrazia.

Ma forse la nostra democrazia è anestetizzata, apparente, asintomatica, un esercizio per chierici che cantano alla luna.

Così è se vi pare.

Un caro saluto.

Avv. Antonio de Grazia

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati