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Covid, che cosa succede in Belgio, Spagna e Irlanda

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La Spagna opta per il coprifuoco notturno, mentre l’Irlanda ripristina il lockdown. Aumentano i casi in Belgio, che valuta nuove restrizioni. Il punto

E’ passato un mese dall’inizio dell’autunno e i dati sulla seconda ondata di Covid mostrano una situazione decisamente allarmante in Europa. Mentre l’Irlanda torna al lockdown, la Spagna proverà a frenare le infezioni da Covid con un coprifuoco notturno. Situazione grave anche in Belgio, dove, con gli ospedali al collasso, si pensano a nuove misure restrittive.

Andiamo per gradi.

CASI IN AUMENTO

Il Covid è stagionale? No, perché in estate non è scomparso. Sì, perché in questi giorni freddi i casi sono tornati ad aumentare vertiginosamente. Nella metà dei 48 paesi dell’area Europa che fanno parte dell’agenzia dell’Onu, in particolare, i casi di Covid-19 sono aumentati del 50%.

OMS: QUARANTENA NON ADEGUATA

Colpa, secondo il direttore per le emergenze dell’Oms, Michael Ryan, di una quarantena inadeguata. I contatti da Covid, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, “non sono stati messi in quarantena per un periodo adeguato”. Questo, aggiunge Ryan, “non è accaduto ovunque e in modo sistematico, ma sono convinto che sia la principale ragione per la quale stiamo vedendo dei numeri così alti”.

I NUMERI DELL’IRLANDA

L’Irlanda ha registrato da febbraio al 20 ottobre oltre 52 mila casi di Covid ed oltre 1.860 morti. Nelle 24 ore tra il 19 e il 20 ottobre i nuovi casi sono stati 1.263.

IN IRLANDA TORNA IL LOCKDON

I numeri hanno destato preoccupazione nel premier Micheal Martin, che ha deciso di ripristinare il lockdown per provare ad abbassare i contagi da Covid. L’Iranda, dalla mezzanotte del 21 ottobre, sospenderà tutte le attività non essenziali per sei settimane. Vietate anche le feste private: 1.000 euro di multa (o un mese di reclusione) a chi organizza incontri con gli amici in casa.

Restano aperte le scuole e le strutture dell’infanzia: “Non possiamo e non permetteremo che il futuro dei nostri bambini e dei giovani diventi un’altra vittima di questa malattia”, ha detto Martin.

Anche il Galles, da venerdì, dovrebbe bloccare tutte le attività non essenziali.

I NUMERI DELLA SPAGNA

Numeri decisamente più alti quelli che interessano la Spagna: 988.322 casi di coronavirus diagnosticati dall’inizio della pandemia. Sono 34.210 i morti con test positivo al 20 ottobre.

Dobbiamo prepararci a “settimane molto difficili: la seconda ondata è una realtà in tutta Europa”, ha avvertito il ministro della Sanità spagnolo Salvador Illa, anticipando la possibilità dell’introduzione di misure per “ridurre la mobilità dei contatti”.

COPRIFUOCO NOTTURNO

Tra le misure cui pensa Madrid c’è il coprifuoco notturno. Il ministro della Salute, Enrique Ruiz Escudero, ha annunciato un provvedimento per limitare la mobilità dalla mezzanotte alle 6 del mattino. Coprifuoco già dalla mezzanotte di oggi, invece, per le tre capitali aragonesi, Saragozza, Huesca e Teruel, come deciso dal governo regionale.

BELGIO: OSPEDALI NON REGGONO

Situazione al collasso anche negli ospedali del Belgio, dove il tasso di positività al test è del 15,8%. Ci sono sempre “Più pazienti e meno personale: il sistema non regge”, sostengono gli addetti ai lavori.

Secondo i numeri riportati da Le Soir, attualmente in Belgio, ci sono 2.969 pazienti Covid-19 ricoverati, di cui 486 in terapia intensiva, secondo l’aggiornamento di mercoledì mattina comunicato dall’Istituto di sanità pubblica di Sciensano.

Il numero medio di nuove contaminazioni giornaliere, calcolato tra l’11 e il 17 ottobre, continua ad aumentare e si attesta a 8.975 (+ 68%). Tra il 14 e il 20 ottobre, i ricoveri hanno mostrato un trend in continua crescita, con una media di 295,4 ricoveri giornalieri (+ 94%). Tra l’11 e il 17 ottobre, il virus ha ucciso in media più di 32 persone (+14) al giorno.

BELGIO: SERVONO MISURE PIU’ RESTRITTIVE

“Le persone non sono necessariamente consapevoli dei numeri. Se continuiamo così, nelle prossime settimane, raggiungeremo la saturazione delle nostre capacità ospedaliere”, ha detto il senatore liberale Georges-Louis Bouchez.

“Un belga su due non rispetta più le misure anti contagio, e questo è un problema molto grave”.

VERSO NUOVE MISURE?

“Dovremo adottare misure molto più rigorose se vogliamo riprendere il controllo della diffusione del virus”, ha continuato Bouchez, specificando che “in termini di scelta sociale, le scuole devranno essere chiuse il più tardi possibile e spero che non dovremmo farlo”, ha aggiunto.

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