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Covid-19, ecco come la pandemia avanza in Spagna

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Tutti gli ultimi aggiornamenti in Spagna sulla Covid-19

Covid-19, che cosa succede in Spagna. Tutte le ultime informazioni.

Salgono a 2.937 i morti in Spagna e 41.900 i contagiati, secondo l’ultimo bilancio, incrociato con i dati delle comunità autonome. Lo riporta El Pais, spiegando che secondo il governo entro la fine della settimana si dovrebbero vedere gli effetti dell’isolamento da Covid-19 e ricordando che il giorno più nero in Spagna per quanto riguarda il bilancio dei morti è stato registrato ieri con 514 morti in 24 ore. Specie a Madrid c’è uno scenario praticamente di guerra, con i medici stremati, contagiati a migliaia, e i cittadini più fragili, gli anziani, che in diversi casi vengono abbandonati a se stessi.

CHE COSA HA DETTO IL COORDINATORE PER LE EMERGENZE IN SPAGNA

Nel suo briefing in Spagna il coordinatore per le emergenze del Ministero della Salute, Fernando Simon, ieri ha cercato di dare un po’ di ottimismo, sottolineando un “appiattimento” nella curva dei contagi e l’aumento dei guariti. E si è augurato che “nei prossimi giorni arrivi il picco e il numero dei contagi inizi a calare”. Anche perché bisogna fare i conti con le condizioni critiche delle strutture sanitarie: la terapia intensiva, già al collasso a Madrid, potrebbe cedere a breve “nell’intero territorio spagnolo”.

L’AUMENTO DEGLI OPERATORI CONTAGIATI

C’è stato un vertiginoso aumento dei contagi tra gli operatori sanitari, ormai 5.400, 2.000 in più in due giorni, che soprattutto all’inizio della crisi hanno dovuto fare i conti con la carenza di dispositivi di protezione. Per il resto in tutto il paese le autorità cercano con fatica di far rispettare il lockdown, anche con l’utilizzo di droni: finora 61 arresti e 6.000 denunce per coloro che non aiutano la popolazione a proteggersi.

L’ANALISI DEGLI ECONOMISTI

«La recessione, in Spagna e in tutto il mondo appare inevitabile», dice Nuno Fernandes, docente di Finanza alla Iese Business School, ha riportato il Sole 24 Ore: «A soffrire di più, in termini di Pil e occupazione, saranno – aggiunge Fernandes -le economie più orientate ai servizi; Paesi come Spagna, Grecia o Portogallo che dipendono dal turismo; Paesi che basano lo sviluppo sulle esportazioni». In Spagna quest’anno «il coronavirus si porterà via 3,9 punti percentuali di Pil e quindi provocherà una contrazione del Pil del 2,1 per centro. Ma – dice ancora Fernandes – la crisi sanitaria da Covid-19 dovesse prolungarsi le conseguenze economiche saranno molto più gravi. Se il blocco dell’attività produttiva dovesse protrarsi fino a giugno, il Pil potrebbe scendere del 5,8% quest’anno, e se continuasse fino a luglio crollerebbe al -9,3 per cento».

IL COMMENTO DI AFFARI INTERNAZIONALI

Ha scritto su Affari Internazionali Steven Forti, professore di Storia Contemporanea presso l’Universitat Autònoma de Barcelona e ricercatore presso l’Instituto de Historia Contemporanea dell’Universidade Nova de Lisboa: “Il governo ha probabilmente reagito tardi, ma da quando lo scorso 14 marzo ha decretato lo stato di emergenza il premier socialista Pedro Sánchez ha proceduto con fermezza e passo spedito. Restrizioni simili a quelle in Italia; frontiere chiuse per almeno un mese; esercito nelle strade per coadiuvare le forze dell’ordine nei controlli e aiutare i senza tetto; sanità privata messa a disposizione della sanità pubblica; hotel convertiti in ospedali; trovati 19.500 nuovi posti letto in diverse strutture vincolate ai servizi sociali; rafforzato il personale sanitario con l’incorporazione di 50mila nuovi medici e infermieri, tra cui pensionati e studenti dell’ultimo anno dell’università; “scudo sociale” che mobiliterà 200 miliardi di euro, pari al 20% del Pil”.

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