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Cosa dice il Copasir sul papocchio di Conte sui Servizi

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Copasir

L’audizione di Conte al Copasir sulla contestata norma del governo sulla proroga dei vertici dei Servizi. La nota del Comitato per la sicurezza. E l’intervento in aula di Arrigoni (Lega). Fatti, ricostruzioni e scenari

 

Due ore di audizione, ieri, davanti al Comitato per la sicurezza della Repubblica (Copasir) per il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Al termine è stato lo stesso Copasir presieduto da Raffaele Volpi ad emettere un comunicato su quanto espresso nel comitato. “Il parlamento intervenga su norma nomina vertici dei servizi”, è il succo della nota stampa.

“A seguito dell’audizione odierna del presidente del Consiglio dei ministri, alla luce delle considerazioni svolte e condivise in tale sede, i componenti del Comitato auspicano che il Parlamento possa intervenire, in uno dei prossimi provvedimenti, sulle norme della legge n. 124 del 2007 in materia di nomina dei direttori delle agenzie di informazione e sicurezza, in uno spirito di collaborazione che non può e non deve mancare in un ambito così rilevante e significativo per il Paese, quale la sicurezza della Repubblica”, si legge nella nota.

“Nel corso della discussione – conclude la nota – è inoltre emersa l’esigenza, superando logiche emergenziali o contingenti, di avviare quanto prima un’organica azione di aggiornamento della legge stessa, al fine di adeguarla all’evoluzione del quadro istituzionale e alle nuove minacce per la sicurezza”.

Il nodo del contendere? La norma inserita a sorpresa in un decreto Agosto. Obiettivo della norma voluta da Conte: ricucire lo strappo consumato a luglio con la norma inserita nel decreto Agosto per una “proroga tecnica” di un anno del capo dell’Aisi (l’agenzia per i Servizi interni) Mario Parente, in scadenza il 16 giugno scorso.

Un’iniziativa del governo senza coinvolgere il Copasir, avevano di fatto criticato tutti i gruppi parlamentari.

Ma come sarà modificata la norma? E quando? Su questi aspetti ancora non c’è chiarezza.

“L’auspicio è che la modifica possa intervenire presto in un spirito di collaborazione che assolutamente è indispensabile in un ambito così delicato, rilevante e significativo per il paese qual è la sicurezza nazionale della Repubblica”, ha detto stamattina in aula al Senato Paolo Arrigoni (Lega), membro del Copasir, che ha criticato la mossa di Palazzo Chigi con il decreto Agosto: “Questi rinnovi, sempre nell’arco massimo di 4 anni, possono avvenire per successivi provvedimenti senza precisarne un numero limite. Vuol dire che il presidente del Consiglio potrebbe rinnovare i vertici ogni 6 mesi, addirittura ogni 3 mesi, persino ogni mese. Tutto questo non è funzionale all’indispensabile autonomia dei direttori delle agenzie”.

“Quale serenità ad operare può avere un direttore di agenzia rinnovato per soli 6 mesi o persino per soli 3 mesi, quale pianificazione/programmazione potrebbe fare assolutamente indispensabili visti gli scenari geopolitici in tema anche di economia e di energia in continuo mutamento, quale credibilità potrebbe avere il direttore della nostra agenzia esterna rinnovato per pochi mesi di fronte a un omologo estero (per esempio il direttore del Mossad israeliano o della Cia statunitense o dell’Mi6 inglese oppure della Bnd tedesca o della Dgse francese o Svr russa)?”, si è chiesto il senatore Arrigoni: “Ecco perché la Lega ritiene necessario intervenire per modificare la norma”.

Conclusione di Arrigoni: “L’auspicio è che la modifica possa intervenire presto in un spirito di collaborazione che assolutamente è indispensabile in un ambito così delicato, rilevante e significativo per il paese qual è la sicurezza nazionale della Repubblica. Il ritocco della norma è assolutamente indispensabile, non solo per i motivi che ho detto sopra, ma anche per portare la giusta serenità all’interno del comparto dove donne e uomini competenti, di alta professionalità e spirito di dedizione verso le istituzioni del paese, vogliono esclusivamente lavorare in serenità e di evitare che il proprio comparto sia continuamente oggetto di attenzioni e strumentalizzazioni”.

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