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Coronavirus? Per Amazon, Apple, BlackRock e JpMorgan riaprire è questione di fiducia

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Che cosa sostiene Business Roundtable, che rappresenta i ceo delle più grandi aziende americane come Apple, Amazon e non solo

C’è una domanda non soddisfatta di tagli di capelli e altri servizi essenziali, causata dal lockdown dovuto alla pandemia di coronavirus, che tuttavia potrebbe non essere appagata finché la gente non si sentirà sicura. Secondo quanto riferisce Courtenay Brown di Axios, gli americani dicono, ad esempio, che resteranno a casa finché non avranno le giuste garanzie anche se il presidente Donald Trump e alcuni governatori sono ansiosi di riaprire.

SERVE FIDUCIA TRA LA GENTE

“Se la gente non ha fiducia nel fatto che sia sicuro uscire e andare al lavoro o in un negozio, non ci andrà, indipendentemente da quello che dice il governo”, ha detto alla CNBC Josh Bolten, ceo della Business Roundtable, che rappresenta i CEO delle più grandi aziende americane con oltre 15 milioni di dipendenti e oltre 7 trilioni di dollari di entrate annue. Non una persona qualunque, insomma. All’interno dell’associazione figurano Mike Roman di 3M, Robert Ford di Abbott, Julia Sweet di Accenture, Jeff Bezos di Amazon, Stephen Squeri di American Express, Tim Cook di Apple, Laurence Fink di BlackRock e così via, solo per citarne alcuni.

Dopo l’annuncio di Trump, Bolten ha detto ad Axios che i leader aziendali hanno accolto con favore le linee guida federali e non vedono l’ora di lavorare con i funzionari su “sicurezza pubblica e sul posto di lavoro, test e monitoraggio dei virus”.

AUMENTO DEI TEST CRUCIALE PER CONVINCERE GLI AMERICANI

Lo stesso hanno fatto una serie di leader di governo e capitani di industria che concordano sul fatto che l’aumento dei test di rilevazione del coronavirus sarà cruciale per convincere gli americani che è sicuro uscire.

BEZOS (AMAZON) E DIMION (JPMORGAN) INVOCANO TEST E POSTI NEGLI OSPEDALI

“Chi risulta positivo potrebbe essere messo in quarantena e curato, e tutti quelli che risultano negativi potrebbero rientrare nell’economia con fiducia”, ha scritto ieri il numero uno di Amazon Jeff Bezos nella sua lettera annuale agli azionisti. Le persone torneranno al lavoro solo “dopo che ci sarà abbastanza capacità negli ospedali, dopo che ci sarà una quantità adeguata di test”, ha detto agli analisti Jamie Dimon, CEO di JPMorgan.

LA DISOCCUPAZIONE NON DARA’ SCELTA, BOING PRONTA A RIPARTIRE

Per Courtenay Brown di Axios, molti americani disoccupati afflitti da difficoltà finanziarie non avranno altra scelta che tornare al lavoro.

Boeing, ad esempio, ha già fatto sapere che 27.000 lavoratori, parzialmente remunerati malgrado gli impianti chiusi, torneranno a fabbriche di produzione di aerei nello Stato di Washington la prossima settimana. Il loro posto di lavoro avrà un aspetto molto diverso: i turni saranno scaglionati, i manager si informeranno con i dipendenti su come si sentono, e la copertura del viso sarà obbligatoria.

I GRANDI CAMBIAMENTI DELLE AZIENDE PER COLPA DEL CORONAVIRUS

Per allontanare le preoccupazioni dei consumatori, le aziende stanno valutando grandi cambiamenti per aderire alla nuova norma sulla distanza fisica: l’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (Iata), un gruppo di lobbying globale delle compagnie aeree, ha spiegato, ad esempio, che tra le probabili condizioni per la ripresa dei viaggi aerei si sta pensando di lasciare libere le file di posti intermedi. I passeggeri delle compagnie aeree “non torneranno a viaggiare finché non si sentiranno personalmente sicuri nel farlo”, avverte il gruppo.

Anche il pioniere degli uffici condivisi WeWork sta pianificando grandi cambiamenti di layout.

IL MONITO DELLA CLARK (CAMERCA DI COMMERCIO USA): FARE LE COSE PER BENE O I COSTI POTREBBERO DIVENTARE SCORAGGIANTI

Un severo avvertimento però stato lanciato da Suzanne Clark, l’amministratore delegato della Camera di Commercio degli Stati Uniti, in un op-ed di USA Today: “Se non facciamo le cose per bene, la salute pubblica e i costi economici potrebbero diventare ancora più scoraggianti”.

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