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Coronavirus, il Protocollo della Croce Rossa

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croce rossa

Che cosa prevede il Protocollo della Cri ricevuto da tutte le strutture della Croce Rossa

“Le recenti notizie della quarantena per alcuni comuni lombardi a causa del Coronavirus – ha dichiarato il Presidente Nazionale della CRI, Francesco Rocca, si legge sul sito della Croce Rossa – hanno fatto comprensibilmente schizzare alle stelle il livello di preoccupazione. E’ importante far comprendere che, certo, la situazione non è da sottovalutare, tuttavia il panico crea danni beni più gravi della possibilità reale di contagio del virus, innescando anche comportamenti che possono rivelarsi a dir poco controproducenti”.

“Riguardo alla Lombardia, ci siamo immediatamente coordinati con il Regionale, al quale stiamo fornendo tutto il supporto possibile, avvicinando ulteriori mezzi speciali per rafforzare la nostra risposta all’allerta e rimanendo in costante contatto. Voglio ricordare che continua lo stretto lavoro di collaborazione con il Commissario Straordinario per lo stato di emergenza, Angelo Borrelli, e con il Ministero della Salute. Gestiamo in sicurezza il trasporto dei casi potenzialmente sospetti verso le strutture sanitarie di competenza, attraverso l’utilizzo dei mezzi speciali di alto biocontenimento. Rimaniamo operativi a Fiumicino con centinaia di volontari e volontarie formati per effettuare un primo rilevamento della temperatura corporea con appositi termoscanner delle persone in transito negli aeroporti e nei porti. Ricordiamo che siamo disponibili all’ascolto dei cittadini h24, attraverso il numero verde di “Cri per le Persone”, 800-065510″.

ECCO IL PROTOCOLLO DELLA CRI INVIATO A TUTTE LE STRUTTURE DELLA CROCE ROSSA:

Qui il Protocollo della Croce Rossa. 

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