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Coronavirus, consigli e critiche dei medici di famiglia

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Coronavirus: punto della situazione, suggerimenti e auspici anche al governo e al ministro della Salute su mascherine e non solo da parte dello Snami (Sindacato autonomo medici italiani)

“Troppi ritardi e soluzioni improvvisate, il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe dimettersi”: è la dura la presa di posizione del presidente nazionale dello Snami (Sindacato autonomo medici italiani), Angelo Testa, datata 23 febbraio.

“In regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte, dove la diffusione del Coronavirus sta crescendo ora dopo ora, il governo non è riuscito a predisporre un efficace sistema di prevenzione e tentenna nel proseguo quotidiano. La notizia del primo contagio risale a diversi giorni fa e si doveva fare di più per prevenire la diffusione – ha sottolineato Testa – Come Snami avevamo già allertato la politica su come fossero fondamentali i presidi sanitari sul territorio soprattutto le dotazioni tecnologiche per gli operatori, lasciati da soli a fronteggiare un’emergenza che rischia di diventare ancora più seria. Ci mandano a combattere la guerra con le scarpe di cartone”.

Continua il presidente del Sindacato autonomo medici italiani: “Perché alle richieste minimali di dotazioni come le mascherine certificate di tipo FFP3EN149 NR o similari per i Medici di Famiglia, Continuità Assistenziale, 118 urgenza emergenza e Medicina Penitenziaria, al momento non c’è stata alcuna risposta. Abbiamo consigliato di utilizzare da subito parte dei 235 milioni di euro stanziati per le dotazioni tecnologiche per gli studi dei medici di famiglia per acquistare presidi di tutela per la Medicina Generale in questa emergenza sanitaria nazionale e mondiale che si sta espandendo a macchia d’olio. Ministro Speranza su quanto richiesto c’è un silenzio assordante che fa eco in tutta Italia!”.

Il giorno prima, il 22 febbraio, il Sindacato guidato da Testa ha scritto: “Chiediamo al Ministro della Salute Roberto Speranza di fornire subito ai Medici di Medicina generale che operano nel territorio delle mascherine facciali monouso, quelle certificate dall’Unione europea, tipo FFP3 EN149 NR, che riescono ad essere barriera di filtraggio per i virus oppure ancora meglio quelle con il filtro sostituibile. Inoltre chiediamo linee guida chiare sulla gestione dell’accesso dei pazienti ai nostri studi e alle altre strutture sanitarie territoriali”.

“Chiediamo a gran voce”, aveva aggiunto Salvatore Santacroce, tesoriere nazionale Snami, “che vengano emanate subito indicazioni alla popolazione, per evitare gli accessi impropri agli studi dei Medici di famiglia, di utilizzare maggiormente il telefono per la richiesta di farmaci o delucidazioni su sintomi e malattie di scarso rilievo. Anche noi utilizzeremo di più il telefono e ricorreremo alla ricettazione elettronica anche non in presenza del paziente”.

“Non possiamo essere noi – concludeva il presidente Testa – andare ad isolare i pazienti fuori dallo studio e temiamo che le indicazioni per i pazienti di non recarsi ai pronto soccorso e in ospedale possono erroneamente indurre i pazienti stessi a riempire gli studi dei Medici di Famiglia e degli altri presidi territoriali”.

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