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Come si trastulla la Bce con Tiffany

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Tiffany

I bond emessi da Lvmh per pagare l’acquisto di Tiffany sono risultati meno cari di quanto Bernard Arnault osasse sperare grazie alla Bce. Parola dell’agenzia Bloomberg. L’articolo di Tino Oldani per Italia Oggi

Ecco una notizia che ho letto e riletto fino a convincermi che sono fatti come questo che portano acqua al mulino degli euroscettici. Titolo di un commento sul sito Bloomberg di un paio di settimane fa: «L’uomo più ricco di Francia riceve un pasto gratis dalla Bce». Sommario: «I bond emessi da Lvmh per pagare l’acquisto di Tiffany sono risultati meno cari di quanto Bernard Arnault osasse sperare». Pezzo firmato da Marcus Ashworth, scandalizzato per come la Bce ha agevolato l’acquisto di Tiffany, leader americano nella vendita di gioielli.

Sullo stesso tema, il 18 febbraio, interviene il sito Zerohedge, tra i più cliccati a Wall Street, con un commento di Tyler Durden intitolato: «La Bce compra bond della Lvmh per finanziare l’acquisto di Tiffany, rendendo ancora più ricco l’uomo più ricco di Francia». Una vicenda che ha dell’incredibile, ripresa in Italia dal sito scenarieconomici.it, vicino all’economista Antonio Rinaldi, eurodeputato della Lega, da sempre euroscettico.

Scrive Durden: «Quando l’uomo più ricco di Francia, Arnault, ha stupito i mercati con l’acquisto per 16 miliardi di dollari dell’icona dei gioielli Tiffany, sapeva che avrebbe dovuto emettere circa 10 miliardi di dollari di obbligazioni per finanziare l’operazione. Sapeva anche che ci sarebbe stata la Bce ad assicurare che l’accordo di acquisto sarebbe stato concluso». Durden non usa formule dubitative, ma un secco «sapeva». Ovvero, era certo che la Bce lo avrebbe affiancato nell’operazione.

Cosa è successo? «Mentre il mondo finanziario seguiva ogni dato inventato da Pechino sulla lotta della Cina contro l’epidemia di coronavirus, Lvmh ha messo insieme 7,5 miliardi di euro e 1,55 miliardi di sterline, con bond con scadenze variabili da due a undici anni, per contribuire a finanziare l’acquisto di Tiffany». Bond molto convenienti per il miliardario Arnault, che all’inizio si aspettava un rendimento modesto da pagare, tra lo zero e l’uno per cento, mentre, alla fine, due tranches sono state collocate a rendimenti negativi. In pratica, l’investitore che li avesse comprati avrebbe pagato Arnault per prestargli denaro.

Eppure la Bce non ha avuto la minima esitazione, acquistando sei emissioni del bond Lvmh. Scrive Ashworth «Il miliardario francese può ringraziare Mario Draghi e la Bce per due motivi». Il primo è il riavvio (insieme a quello del Quantitative easing) del programma Bce di acquisto di obbligazioni di società private (denominato Cspp) da 189 miliardi di euro, che ha contribuito a ridurre i credit spread, fino anche a livelli negativi. Operazioni (il Qe e il Cspp) che la Bce può fare creando denaro dal nulla, senza limiti. Così, ecco il secondo motivo: «Mentre la Bce diceva di voler ridurre i costi del finanziamento delle aziende europee per rendere più facili gli investimenti, ha aiutato il miliardario francese ad accaparrarsi» Tiffany.

Alle accuse di tipo finanziario, i due siti americani aggiungono alcune considerazioni politiche. Zerohedge: «Chiediamoci: come reagirebbero gli europei se la Fed (la banca centrale Usa) aiutasse apertamente un acquirente statunitense a rilevare una società europea»? La risposta del sito è in un grafico che mostra la crescita continua della percentuale di persone che, nel mondo, sono insoddisfatte della democrazia: quasi il 60%. «Per la prima volta in assoluto, la maggioranza della popolazione mondiale pensa che il mondo sia diventato come una repubblica delle banane».

La risposta della Bce alle accuse è stata imbarazzata e deludente. Dal primo novembre, mese in cui è avvenuto l’acquisto di Tiffany, Draghi non è più al vertice della Bce. Alcuni eurodeputati hanno perciò chiesto spiegazioni a Christine Lagarde, che ne ha preso il posto. La sua tesi: «La divulgazione di dati disaggregati in merito all’entità delle consistenze in portafoglio per singoli emittenti potrebbe minare il contesto di pari condizioni in cui operano gli emittenti. La diffusione di tali informazioni metterebbe a rischio l’obiettivo della Bce di limitare al massimo l’impatto del Cspp sul funzionamento del mercato delle obbligazioni societarie dell’area. Ciò potrebbe compromettere l’efficacia della politica monetaria e pregiudicare la capacità della Bce nel perseguire l’obiettivo primario della stabilità dei prezzi». Una cortina fumogena bella e buona, dietro la quale il miliardario Arnault si è fatto pagare dal denaro pubblico l’acquisto di Tiffany, e ha stappato champagne.

 

Articolo pubblicato su ItaliaOggi

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